Boldrini e Grasso piacciono anche ai grillini

Boldrini e Grasso piacciono anche ai grillini
di Luigi Zampoli

imageIl primo atto ufficiale di questa sofferta diciassettesima legislatura si è compiuto finalmente con l’elezione alla presidenza di Camera e Senato di Laura Boldrini e Piero Grasso. I due neo eletti hanno annunciato nei loro discorsi d’insediamento propositi di radicale cambiamento, di un nuovo corso, di una “glasnost” e “perestrojka” dei due rami del Parlamento.
Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU, per anni ha lavorato intensamente per conto della più grande istituzione sovranazionale.
Poi è arrivata la politica, con la candidatura nelle fila del partito di Vendola, in una posizione di lista che le ha assicurato l’elezione al Senato e, per uno di quei giochi del cilindro della politica, nel giro di pochi giorni addirittura a Presidente dell’assise di Montecitorio.
Dal dinamico e frenetico ruolo all’Onu alla paludata e ingessata carica istituzionale, le riuscirà di mantenere quella capacità concreta di affrontare i problemi con rapidità ed incisività, senza le inutili sfiancanti interlocuzioni della politica di Palazzo?
Certo il suo ruolo ora è completamente diverso: garante super partes, dovrà calarsi in un mondo fatto di regolamenti, ordini del giorno, prassi e cerimoniali. Ma da una storia personale come quella della Boldrini è lecito attendersi un’interpretazione molto più attiva e intraprendente dell’incarico conferitole.
Altrettanto ci si potrà aspettare da Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, coordinatore a livello centrale di tutte le inchieste più importanti contro la criminalità organizzata, forte di una lunghissima esperienza nell’attività di contrasto giudiziario al fenomeno mafioso. Una carriera svolta con diverse funzioni, in buona parte a Palermo, Grasso ha una profonda conoscenza del retroterra socio-culturale che alimenta l’antistato in Sicilia.
Eletto Presidente del Senato grazie anche ai voti di una parte del Movimento cinque-stelle, nel suo primo discorso ha posto l’accento sulla necessità di trasformare il Palazzo in una “casa di vetro”, all’insegna della trasparenza e dello spirito di servizio a beneficio dei cittadini.
Prima l’onda travolgente dei grillini, con i tantissimi neo-deputati sotto i trent’anni, e poi Boldrini e Grasso che promettono di dare un taglio più incisivo, e “politico” ai loro incarichi.
Che qualcosa stia finalmente per cambiare nei Palazzi dei nostri rappresentanti?

redazioneIconfronti

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