Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La dura strada verso la salvezza

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di Luigi Rossi
di Luigi Rossi

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Gesù sconvolge tutti noi mentre s’incammina verso Gerusalemme con passo sicuro malgrado la stanchezza, nessuno può fermarlo nonostante gli avvertimenti e l’invito alla prudenza. Così in Luca 9,51-62, brano drammatico per il rifiuto dei Samaritani, tradizionali nemici degli Ebrei, a consentirgli di attraversare la loro terra per rendere più facile il viaggio e per le condizioni che il Maestro pone a chi intende seguirlo. Quindi, “camminare verso Gerusalemme” significa andare verso il luogo dove si realizza la sua missione, fino al Golgota, dove si sperimenta la non-accoglienza, che il rifiuto dei Samaritani anticipa e che Gesù non punisce con la collera, invocata dai suoi discepoli. Egli riserva a costoro la misericordia dell’amore paziente: è la sua missione.
Alle richieste di alcuni, che manifestano la disponibilità ad essere suoi discepoli, Gesù risponde utilizzando immagini ed espressioni paradossali per enumerare le condizioni indispensabili per essere suoi discepoli, consapevole che la vita pellegrinante dell’uomo non è segnata solo da povertà e fatica, ma anche da insicurezza e precarietà.
Indica la prima condizione con le parole: “Le volpi hanno la loro tana, gli uccelli i loro nidi, ma il figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”; cioè il discepolo non può aspirare a sicurezze umane, ma fonda la sua speranza sulla paternità di Dio, consapevole che il suo cammino è un tracciato di vita provvisoria, quindi deve mettere in conto anche di perderlo.
La seconda condizione invita al distacco radicale anche da persone care se ostacolano il cammino perché il vero amore è sempre ed innanzitutto sprone ad accettare e condividere il progetto di salvezza del Signore.
Terza condizione per seguire Gesù è essere costanti, superando ripensamenti e nostalgie perché “nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio”. L’immagine rimanda al contesto agricolo della Palestina per ricordare quanto sia difficile tracciare solchi diritti nell’impervia e sassosa esperienza della vita. Voltarsi indietro per misurare soddisfatti il lavoro già fatto è rischioso perché l’attimo di distrazione può essere fatale.
Il segreto perciò della vera sequela di Gesù si fonda sull’assoluta fiducia in Dio, sul radicale distacco, su una costanza senza ripensamenti, tre condizioni che rendono il cristiano una persona veramente libera e consapevole che la sequela non consente rinvii, distrazioni, nostalgie o uscite di sicurezza.

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