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Questioni di (buon) gusto

Questioni di (buon) gusto
di Nicoletta Tancredi

imageIl seno di una donna deve stare in una coppa di champagne? Allora il mio è perfetto! Non che ci abbia mai provato, in verità. Ma, occhio e croce, credo sia proprio a misura. Certo non che la cosa, da adolescente, mi facesse fare i salti di gioia. Avrei preferito che le bollicine trasbordassero dalla coppa o che al mio seno succedesse più o meno quello che succede all’impasto del babà quando lo metti a lievitare: alzi il canovaccio e lo trovi quintuplicato. E invece niente. Ma ad essere perfetto, è perfetto! Insomma un seno simmetrico ed elegante, come quello che si intravede dietro le camicette di seta sbottonate delle modelle in passerella. E soprattutto un seno niente affatto traballante, come neanche si smuove quello delle ballerine del Moulin Rouge nel bel mezzo del Can can. Poi comodo è comodo. Puoi vestirti come vuoi che non sei mai volgare. Potresti addirittura andare al mare in topless che nessuno farebbe pensieri procaci. Ma un momento, sto parlando al presente. E allora forse c’è da precisare qualcosa. Questo era il mio seno. Poi un giorno la lievitazione c’è stata. E come no? Ho dovuto aspettare di restare incinta per cambiare taglia del reggiseno. Ma è accaduto. Una soddisfazione! Senza contare, poi, che con l’allattamento il mio seno sembrava quello delle foto del “post intervento” di mastoplastica additiva. Certo, sotto non c’era più un ventre piatto. Ma vuoi mettere le scollature importanti? Poi tutto è tornato come prima, in dimensione ridotta. In compenso nessun tracollo, come lamentano in tante. Anche perché materia che potesse tracollare non ce n’era. Poi, la seconda gravidanza e la seconda lievitazione. E via con le foto a gogò, che quando mi ricapita più di avere un decolté così e via anche con le collane lunghe, che hanno dove appoggiare. Ma, c’è un “ma”! Un grosso “ma”. Si dà il caso, infatti, che la mia secondogenita, fin dai primi giorni di vita, abbia mostrato un interesse sconfinato per il seno sinistro. Sarà comunista non lo so. Ma fatto sta che quando ha fame e l’attacco al destro, ciuccia un po’ e poi vuole passare all’altro. E all’altro si sazia, si trastulla, si rilassa e, cosa di fondamentale importanza, si addormenta. Ora metti il numero delle poppate e metti che il seno produce tanto latte quanto il bimbo ne richiede, ecco che il mio seno sinistro sembra quello di una donna che allatta e il destro di un’adolescente in attesa del suo primo ciclo. Ora il mio dilemma è: i miei seni torneranno a stare in due coppe di champagne o il sinistro nel cestello dello champagne e il destro nel bicchierino da limoncello?

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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