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Mandela, insopprimibile anelito di libertà

Mandela, insopprimibile anelito di libertà
di Luigi Zampoli

46664 Concert: In Celebration Of Nelson Mandela's Life - Performance

Se n’è andata una delle grandi icone del Novecento, Nelson “Madiba” Mandela. Gli sopravvivono la regina Elisabetta e Fidel Castro; figura anacronistica e lontana dagli umori popolari, la prima, controverso e troppo caratterizzato ideologicamente, il leader cubano.
Mandela, invece, è universalmente considerato come riferimento straordinario ed ineguagliabile della umana aspirazione alla libertà, all’uguaglianza e alla giustizia.
Ormai era diventato da tempo un simbolo il leader sudafricano, da quel giorno del lontano 1964, quando il carcere ed i lavori forzati lo inghiottirono per poi restituirlo alla libertà solo nel 1990, dopo gli incessanti appelli della comunità internazionale.
Da attivista politico e leader rivoluzionario anti-apartheid era assurto al ruolo di simbolo universale, senza luogo e senza tempo; l’uomo che sofferto la reclusione del suo corpo per affermare il diritto alla libertà di milioni di sudafricani di colore, soggiogati dal potere bianco.
Uomo del passato, del presente, e modello per un futuro che dovrà trarre linfa vitale dalla convivenza pacifica tra popoli ed etnie diverse, in ogni angolo del mondo.
Vedi ed ascolti il presidente Obama e pensi a Mandela, vedi ed ascolti il ministro per l’integrazione della repubblica italiana Cecile Kyenge e pensi a Mandela, giri per strade, città, nazioni d’Europa e non solo, ti mischi a cento, mille, diecimila altri volti che portano su di sé i colori del mondo e pensi ancora a Mandela.
È questo l’epilogo finale di quasi cento anni di vita e di lotta di ”Madiba”, l’eredità di un uomo che, ormai, sopravviveva al suo mito.
Ha adoperato ogni mezzo per liberare il suo popolo: i libri e le leggi, quando in gioventù, da avvocato, offriva assistenza legale ai giovani attivisti dell’African National Congress, il partito anti-apartheid, e le armi quando la lotta al regime e la reazione di quest’ultimo lo condannarono alla clandestinità ed alla contrapposizione violenta.
Mandela ha combattuto contro ogni forma di dominio, da qualunque parte provenisse, la sua prima ribellione fu nei confronti della cultura tribale da cui proveniva, contro la volontà del suo capotribù che voleva obbligarlo a contrarre matrimonio.
Ci sono poche foto di Mandela in cui non ha dipinto sul volto il suo proverbiale e ottimistico sorriso.
Il sorriso di un uomo che riflette uno spirito integro, neanche scalfito dai lunghi anni di sofferenza patiti; il suo sorriso aveva la forma di un arcobaleno, il simbolo del nuovo Sudafrica post-apartheid, l’auspicio di un avvenire radioso per l’intero continente africano, ma anche un monito a tenere sempre alta la guardia contro l’intolleranza e il pregiudizio razziale.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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