Pellare, riflettori sulla Grande Guerra

Pellare, riflettori sulla Grande Guerra
di Pietro Troncone

Grande_guerra_nadroLa settimana di cultura e spiritualità, giunta ormai alla settima edizione, di cui è promotore Don Angelo Imbriaco, che si svolgerà da domani, domenica, al 7 luglio presso la chiesa antica di San Bartolomeo, Pellare (SA), avrà come tema dominante la Grande Guerra, il clima socio-economico che la precedette, il suo svolgersi, il suo riflesso nella letteratura, nel cinema e nelle tradizioni popolari, affiancato da spunti di riflessioni sulla vexata quaestio della guerra giusta o ingiusta, nonché da momenti di ricordo dei nostri caduti in guerra, i cui nomi saranno
scritti in un Albo d’oro.

Certamente l’occasione è offerta dalla ricorrenza del centenario (1915-2015) dell’entrata in guerra dell’Italia, che ha visto e vedrà molte celebrazioni in tutta Italia e nel mondo. Ma il 2015 è anche il 70º anno della fine (1945) della seconda guerra mondiale, che con l’altra guerra ha tragicamente segnato il novecento.

Le due date, anche se diverse e lontane nel tempo, hanno molti punti comuni e sono, senz’altro, la base su cui si è costruito il mondo di oggi. La prima guerra mondiale fu vista dagli italiani come la fase conclusiva del nostro Risorgimento: completare l’unità e l’indipendenza della nostra nazione era l’anelito che infiammava tanti giovani combattenti, al di là della mistica e retorica dannunziane o di altri poeti, come i futuristi, che pure diedero il loro apporto concreto al conflitto.

Questo spirito è racchiuso bene nella canzone del Piave, che riflette l’ideale risorgimentale della lotta e cacciata dello straniero: “il Piave mormorò, non passa lo straniero!”

programma pellare 2Lo stesso clima, sicuramente più intenso e più significativo, in quanto volontariamente e senza ordine a chiamata, si respirò durante la seconda guerra mondiale, a partire dal 1943, quando schiere di giovani e meno giovani, con la lotta della Resistenza, si opposero ai tedeschi e liberarono l’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Ancora stragi, morti, devastazioni materiali e morali. Ma da questa notte scura, che sembrava interminabile, sorse un’alba chiara e precisa, che diede al popolo italiano la libertà, la democrazia, la Repubblica, i diritti personali e politici, sanciti, in modo indelebile, dalla costituzione repubblicana. Di tutto questo si parlerà nella settimana che avrà inizio il 29 giugno e che nel secondo giorno, il 30, quasi per collegamento con il grande evento di Milano (Expo 2015) vedrà impegnata la scuola alberghiera di Castelnuovo Cilento, che nella persona di un suo docente illustrerà la dieta mediterranea con la prova pratica di un buffet di piatti mediterranei. Interessante sarà anche la mostra fotografica dei monumenti ai caduti presenti nella maggior parte dei comuni cilentani. Questi monumenti, al di là dello stile e costume, di cui sono portatori, sono un ammonimento (dal latino monere) alle generazioni perché non si facciano più guerre, ma anche  un augurio e speranza che la pace e la concordia tra i popoli è la sola condizione di un futuro migliore.

A quanti vorranno partecipare va fin da adesso il nostro saluto e ringraziamento.

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Andrea Manzi

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