Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Editoriali&Opinioni » Interventi » L’era della deformazione grammaticale

L’era della deformazione grammaticale

L’era della deformazione grammaticale
di Luigi Zampoli

Un gruppo di autorevoli docenti universitari, il “Gruppo di Firenze”, con un’accorata presa di posizione pubblica, ha lanciato un appello al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Istruzione e al Parlamento affinché siano predisposti interventi mirati al fine di porre rimedio alle gravissime lacune che i nostri studenti mostrano nell’esposizione orale e scritta in lingua italiana.
Errori grammaticali da terza elementare commessi da studenti universitari suggeriscono l’esigenza di rafforzare urgentemente l’insegnamento della lingua italiana e, in particolare delle regole grammaticali, durante gli anni delle scuole superiori.
Si tratta, quindi, delle fondamenta culturali di base, del minimo comune denominatore linguistico che, in gran parte dei giovani universitari, presenta un’inadeguatezza inaccettabile.
L’appello del gruppo d’intellettuali ha il tenore del vero e proprio allarme socio-culturale e suona anche come una dura critica al sistema scolastico italiano, lacerato da continue riforme, spesso inutili e inconcludenti che hanno trascurato i reali problemi nella formazione delle giovani generazioni.
Ortografia, sintassi e varietà lessicale, sarebbero questi, secondo i docenti, i punti deboli degli studenti che arrivano all’Università, dopo aver terminato il ciclo d’istruzione superiore; difficolta che sono rese evidenti dalle prove scritte che devono essere superate in occasione di alcuni esami.
La lettera-appello è stata inviata a tutti coloro che sono impegnati nella formazione universitaria, ricevendo un’adesione unanime da tutti gli ambiti del sapere accademico; il “caso” è, ora, all’attenzione delle autorità politiche competenti alle quali si chiede un intervento deciso nei programmi ministeriali a favore dell’apprendimento e dello sviluppo delle capacità linguistiche degli studenti.
Inoltre, è stato proposto un percorso di verifiche nazionali con precise scadenze temporali all’interno del primo ciclo di otto anni d’istruzione, con riguardo al dettato ortografico, alla comprensione e riassunto del testo, alla conoscenza lessicale e analisi grammaticale, per non parlare della scrittura corsiva a mano. Su quest’ultimo punto, in particolare, emergono le conseguenze connesse alla desuetudine nell’utilizzo di carta e penna, ormai quasi del tutto soppiantati dai programmi informatici di scrittura, con l’aggravante costituita da uno strumento come il controllo automatico ortografico e grammaticale che ha sottratto agli studenti e non solo ogni impegno e studio in tal senso. Tuttavia, restando ineliminabili, come strumenti di verifica del rendimento scolastico, compiti scritti ed interrogazioni, l’impreparazione linguistica dei ragazzi si palesa in tutta la sua gravità.
La lettera del “Gruppo di Firenze “ è una denuncia forse tardiva, ma comunque necessaria, del degrado linguistico che l’abnorme utilizzo dei “social” e degli strumenti informatici con modelli di scrittura predefinita ha provocato, depauperando un patrimonio linguistico millenario che rischia di trovare eredi assolutamente impreparati.
È, inoltre, uno stimolo per gli insegnanti affinché concentrino il loro lavoro sulle strutture del linguaggio che rappresentano il codice primario dell’identità culturale di una comunità.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 3415

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto