A 34 anni dalla Strage di Bologna. Non ci stiamo a dimenticare

A 34 anni dalla Strage di Bologna. Non ci stiamo a dimenticare
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

No, caro Presidente Napolitano, non siamo d’accordo. Non siamo d’accordo col giudizio che Lei ha espresso nel messaggio ai familiari delle vittime della Strage di Bologna. Dopo 34 anni dalla bomba alla Stazione, 85 vittime, oltre 200 feriti, Lei non può dire che “la strage è stata frutto di una stagione di intolleranza e di violenze che non può essere dimenticata”. E così operando una colpevole rimozione, una distorsione della storia. Hanno nomi, i responsabili di quelle violenze e di quelle stragi, e noi li sappiamo. Quella a cui si riferisce Napolitano fu una stagione di forti conflitti. Sociali, ideali. Che videro protagoniste le giovani generazioni che chiedevano la modernizzazione del Paese. Equità, diritti, partecipazione. Avevano in mente un’Italia libera e plurale, quei giovani. Che si lasciasse dietro la vecchia cultura ereditata dal fascismo, che rinnovasse una classe dirigente che, dopo la Liberazione, aveva riproposto nella gestione del Paese la continuità di quelle stesse classi, di quegli stessi interessi che avevano imperato nel Ventennio. La generazione del ‘boom’ economico, aspirava ad una democrazia piena. A realizzare quanto la Costituzione aveva enunciato come un programma tutto da attuare. E si trovarono contro, quei giovani, la violenza ottusa di un potere incapace di riformarsi, attaccato a privilegi e interessi da difendere con ogni mezzo. E il mezzo furono la violenza e le stragi fasciste, gli esecutori giovani neofascisti, armati e coperti da apparati dello Stato. C’è una ragione se dalle bombe di Piazza Fontana del ’69 a tutta la stagione delle stragi nessun processo è pervenuto ad una verità inconfutabile. Nessun colpevole è in galera. Nessun mandante è stato individuato. Ma anche noi, come Pasolini, possiamo dire “sappiamo i nomi dei responsabili, anche se non abbiamo le prove.

Ernesto Scelza

Ernesto Scelza, laureato in Filosofia e docente di Storia, è stato leader del Sessantotto e tra i fondatori del manifesto. È stato esponente della Nuova sinistra negli anni Settanta. Giornalista, è stato redattore del settimanale Dossier Sud diretto da Giò Marrazzo, videdirettore di SalernoseraRadio e SalernoseraTv, collegate a Network nazionali, ha collaborato con Michele Santoro a Raitre. Ha collaborato con Gazzetta di Salerno, diretta da Antonio Bottiglieri. Ha operato nel settore commercio con l’estero al Porto di Salerno, ha diretto il Centro Sociale di Salerno facendone un centro di attività culturali e di iniziative sociali. Eletto consigliere provinciale con il Pds e i Ds, ha retto la delega nel settore della cooperazione internazionale e dell’immigrazione. È stato presidente della Consulta provinciale degli immigrati e delle loro famiglie e responsabile dell’Ufficio Pace della Provincia. Portavoce nazionale di Assopace, membro della Presidenza del Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani e del direttivo nazionale della Tavola della Pace, tra gli organizzatori della Marcia per la pace Perugia-Assisi. Operatore culturale, ha promosso numerose manifestazioni di approfondimento e dibattito politico-culturale. Ha organizzato i Forum internazionali sull’Iraq, l’Afghanistan, il Libano e il Medio Oriente. Ha fatto parte di numerose missioni internazionali di pace in Palestina, Libano, Iraq e nell’Africa sub sahariana. Da anni è impegnato a diffondere tra le giovani generazioni i contenuti e i valori della Costituzione italiana e i fondamenti della storia repubblicana. Ha pubblicato e curato volumi di politica e storia contemporanea e di politica internazionale.

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