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A Castellabate Genny e il miracolo della Vetrina dell’editoria del Sud

A Castellabate Genny e il miracolo della Vetrina dell’editoria del Sud

di Alfonso Conte

Strana terra il Cilento: mentre sempre più spesso i giovani la lasciano, avendo deciso di investire il proprio futuro in città lontane e tornarvi solo per periodi limitati, gli ultrasessantenni ormai liberi da impegni di lavoro, i quali da tempo hanno scelto di restare, provano ad animarla, a valorizzarne le straordinarie risorse, ad individuare percorsi originali in grado di esaltarne le potenzialità. Come nel caso, ad esempio, di Gennaro Malzone, il quale, dopo una vita dedicata all’insegnamento, da ben ventidue anni è l’organizzatore instancabile della Fiera del libro di Castellabate, una delle rassegne editoriali di più consolidata tradizione attive nel Mezzogiorno. Da qualche anno, dopo la ventesima edizione, è finita l’esperienza di Galassia Gutenberg, la mostra napoletana in grado, durante alcuni periodi, di competere con il torinese Salone del libro, ma poi incapace di sopravvivere ai tagli imposti dall’attuale crisi alla spesa pubblica regionale; viceversa, Genny (com’è più noto ai tanti amici), il quale negli anni ha basato la propria iniziativa sulla passione e non sui contributi pubblici, continua a rinnovare l’appuntamento annuale con i tanti villeggianti i quali, dalle vicine spiagge affollate, salgono in serata alla ricerca di fresco, di una novità editoriale da leggere l’indomani sotto l’ombrellone, ma anche solo di un’ora da trascorrere sfogliando i libri traboccanti dai banchi. A partire da sabato 14 luglio, presso Palazzo De Vivo, sul Belvedere di Castellabate, in quella che consapevolmente è stata denominata la “Vetrina dell’Editoria del Sud”, saranno esposti (e, in qualche caso, presentati durante serate appositamente dedicate) i volumi pubblicati da tanti piccoli editori meridionali, quelli solitamente introvabili negli scaffali delle librerie più accorsate, dove ormai trovano spazio pressoché esclusivamente quelli delle principali case editrici. Le quali sono anche proprietarie dei punti vendita più diffusi sull’intero territorio nazionale. Le quali hanno sede ed interessi soprattutto nel Centro-Nord. Sicché, prendendo le parti dei nani meridionali contro i giganti settentrionali, l’iniziativa di Genny è anche una sfida all’oligopolio editoriale oggi dominante, il tentativo di scongiurare quel rischio di colonizzazione culturale che, oggi più di ieri, minaccia il Mezzogiorno. Se andrete alla mostra di Castellabate, non troverete i best seller del momento, i romanzi in vetta alle classifiche, i libri più facili da vendere, ma soprattutto saggi di storia dedicati a piccoli borghi meridionali, studi sulle tradizioni o sui dialetti locali, profili di protagonisti di vicende nostrane, esercizi di narrativa di poco noti autori paesani, pubblicati nella maggior parte dei casi con pochi mezzi da piccole case editrici a conduzione familiare, con veste grafica involuta ed editing raffazzonato. Non troverete commesse pronte a smanettare sul computer alla ricerca di titoli improbabili, ma un signore perennemente affannato, con gli occhiali scivolati fino alla punta del naso, entusiasta di segnalare la “straordinaria” ricerca da poco uscita su San Mauro Cilento o l’ultimo lavoro del “famoso” storico di Pioppi. Se sarete in tanti, vedrete anche i suoi occhi miti e vispi sorridere contenti.

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Commenti (1)

  • avitabile

    Personaggi così andrebbero presentati agli alunni delle scuola.
    Sono documenti storici, altro che quelli dei libri.
    Andrò al più presto a Castellabate per conoscerlo e, poi, vi scriverò per raccontarvi le mie impressioni e per dirvi se coincidono con quelle dell’articolista.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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