A Napoli insorge il “salotto buono” contro De Magistris

A Napoli insorge il “salotto buono” contro De Magistris
di Gianmaria Roberti

Arrivano loro, quelli del Salotto Buono, a fare l’opposizione al sindaco “scassatutto” de Magistris. Si infilano nel vuoto di un Pdl imploso e di un Pd col fardello storico del ventennio bassoliniano, precipitato nel burrone dell’emergenza rifiuti. È una plumbea mattina in piazza Vittoria, epicentro del “lungomare liberato”, il mito fondativo della della rivoluzione arancione. Sfilano signore impellicciate e commercianti infuriati di Chiaia e dintorni. Indossano mascherine antismog e issano cartelli beffardi (“Sindaco, hai scassato”). Pretendono un primo cittadino “a tempo pieno che non usi la città per i suoi obiettivi di politica nazionale”. Sono stati chiamati a raccolta dal bancario Lucio Mauro dell’associazione “Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli”, con lo slogan “Problemi in Comune”. Su Facebook sono partiti 13mila inviti, ma in strada non sono ci sono più di 350 persone. Radunati sotto un gazebo con un megafono, rovesciano su de Magistris una valanga di accuse: “Le ZTL, la pista ciclabile, lo smog, trasporti in coma, Bagnoli, Scampia, il degrado, le strade piene di buche, le scuole senza refezione, gli ambulanti abusivi, i parcheggiatori, il commercio in crisi gravissima, il black out elettrico e quello amministrativo, la Romeo, i rifiuti”. E come non bastasse, l’emblema della protesta è la Cassa armonica, l’opera liberty della Villa Comunale: smontata in occasione dei lavori per la America’s cup, e mai più rimontata, in attesa di un finanziatore. I pezzi giacciono in un cantiere della Metropolitana. “Il sindaco non è stato invitato – spiega Mauro – perché vogliamo che sia lui a raccogliere la sfida e a chiamarci. Finora non ha adottato la democrazia partecipata che tanto aveva decantato in campagna elettorale”. Nel mirino anche l’assessore alla Mobilità, Anna Donati, “che è di Faenza, cosa ne capisce della nostra viabilità?”. Sindaco e assessore replicheranno a distanza, con una nota: “Questa amministrazione ha sempre ascoltato tutti i cittadini, le associazioni, le categorie professionali e commerciali, i comitati e le attività imprenditoriali – scrivono -. E lo ha fatto, nei mesi scorsi, anche in merito al piano di pedonalizzazione definitivo del lungomare e di ztl non solo per l’area di Chiaia, ma per tutte le zone interessate da provvedimenti di limitazione del traffico. Sulla decisione , approvata anche dal Consiglio comunale – ribadiscono -, non è pensabile però alcuna marcia indietro”. La piazza intanto si scalda. Assenti i democratici, in odor di trattativa per la desistenza al Senato col tandem Ingroia-de Magistris (che però si oppone), domina il centrodestra. Gli organizzatori rimarcano il carattere “apolitico dell’iniziativa”, ma in giro ci sono tanti esponenti del Pdl. A Chiaia i berluscones hanno sempre vinto a mani basse, anche negli anni del rinascimento di Bassolino, e il presidente della Municipalità Fabio Chiosi ha aderito alla manifestazione, anche se si mantiene defilato. Parte invece a testa bassa Angelo Pisani, presidente della Municipalità di Scampia, protagonista del duello con Roberto Saviano sulle riprese della fiction Gomorra: “Andiamo sotto Palazzo San Giacomo – arringa la folla -, là ci sono già i dipendenti del Comune in lotta per il taglio al salario accessorio”. I falchi della protesta, nei comitati civici, invocano l’immediata occupazione della Riviera di Chiaia, ingolfata dal traffico vietato sul “Lungomare liberato”. “Mi dissocio, chi lo fa commette un’illegalità, con la Questura non era concordato” urla Mauro, a scanso di equivoci. Si fa sentire però la Confcommercio. “Scriveremo una lettera all’amministrazione comunale – annuncia il presidente Pietro Russo – chiedendo di aprire via Caracciolo nei giorni infrasettimanali e di chiuderla al traffico a partire dal venerdì sera in attesa che tutta la città sia pronta a sostenere una chiusura permanente anche attraverso l’implementazione del servizio di trasporto pubblico oggi in ginocchio”. Dilaga la giaculatoria. “Con la Ztl, abbiamo perso tutti i clienti della zona di Posillipo” dice Roberto De Laurentiis, presidente del consorzio Borgo Orefici, attivo al centro storico dai tempi degli angioini. “Siamo tagliati fuori della città, anche per il cattivo funzionamento dei mezzi pubblici” si lamentano quelli del comitato “Bagnoli in rinascita”: sono venuti dall’area ex industriale, in attesa di riconversione dagli anni ’90. Nel fronte compatto della rivolta si fa largo Luciana Rota, una donna scura e minuta, con megafono personale. “Dovreste avere il coraggio di andare a Roma a manifestare, invece di stare qui – grida – il governo ci deve 300 milioni, senza i quali le buche non si possono riparare e gli autobus, privi di assicurazione, non possono circolare”. La pasdaran arancione è circondata da manifestanti imbufaliti. La bollano come “provocatrice”. Qualcuno propone di farla comunque parlare. Lei non demorde: “La verità è che de Magistris dà fastidio, ha rovinato i piani di chi voleva il termovalorizzatore. Noi fino a 2 anni fa avevamo i cumuli di rifiuti fino al secondo piano. I napoletani, invece di prendersela col sindaco, cominciassero a depositare i sacchetti negli orari prestabiliti”. La guardano in cagnesco, lei ricambia e se ne va.

redazioneIconfronti

2 pensieri su “A Napoli insorge il “salotto buono” contro De Magistris

  1. Sempre meglio di come avresti saputo fare tu, carneade incapace perfino di motivare un dissenso, oltretutto animato da un pregiudizio partigiano e per nulla obbiettivo

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