A Napoli passerella elettorale di Monti

Mario Monti a Napoli (3)-2Le fasce deboli, il Sud, le nuove generazioni, il contatto con la società civile. Il premier Mario Monti visita Napoli per la seconda volta durante il suo mandato, e comincia da una casa-famiglia della Curia partenopea a tastare eccellenze e criticità del Mezzogiorno. Accompagnato dalla moglie, con la guida dell’arcivescovo della città, cardinale Crescenzio Sepe, si ferma per una buona mezz’ora nella “Casa di Tonia”, struttura nata per accogliere donne in difficoltà che scelgono la maternità e diventata punto di assistenza e servizi per l’intero quartiere a ridosso di via Foria. Dai bambini accetta in dono disegni di mele colorate di rosso. «Qui la speranza diventa contagiosa», dice. Poi incontra gli studenti del vicino complesso scolastico “Volino-Croce-Arcoleo”, cui si sono aggiunti insegnanti e studenti di Scampia. «Per tanti anni la classe dirigente italiana ha prestato poca attenzione al futuro, che siete voi», osserva. Per questo «tutto ciò che faremo sarà fatto nel vostro interesse». A Bruxelles, spiega, «saranno prese decisioni importanti per i prossimi sette anni e si stabilirà quanti fondi saranno ripartiti alle regioni meno sviluppate». Il premier si sofferma quindi sulla necessità di «diventare più competitivi e produrre di più», favorendo così la creazione di «più posti di lavoro, non solo al Nord, ma anche al Sud, che ha tante ricchezze e il cui ruolo deve essere ravvivato». Una ragazza ammette ad alta voce di non aver capito alcune parti della sua agenda politica. «Vuol dire che l’ha letta bene», ironizza Monti. All’ingresso e all’uscita dalla scuola, è stato contestato da due cittadini che lo hanno accusato di aver «affamato centinaia di famiglie di esodati» il primo e lo hanno definito «un fallito» il secondo. Il premier non replica, forse non li ha sentiti. Poi la corsa a piazza dei Martiri, nel bar più noto di Napoli, “La Caffettiera”, per incontrare una fetta di società civile. Una ventina di “eccellenze” dal cardiochirurgo Carlo Vosa al presidente emerito della Corte Costituzionale Francesco Paolo Casavola al presidente dei Notai Giancarlo Laurini. Con loro discute di “cervelli” napoletani, degli atenei, della loro internazionalizzazione e di ricerca e risorse ad essa dedicate. Portano a Monti una pizza a lui intitolata, arriva dal ristorante tra i più legati al territorio, “Umberto” è fatta con pomodori di piennolo e torzelle, oltre che bufala dop tagliata per formare il suo nome. Nessuno l’addenta per scaramanzia, tutti mangiano quella ai frutti di mare. Il premier ascolta, riceve in dono stampe e incisioni degli studenti dell’Accademia di Belle Arti, il libro stampato da Diego Guida sulla storia del presepe. Poi via verso Nola.

m.amelia

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