A Salerno l’agonia del teatro

A Salerno l’agonia del teatro
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Il teatro a Salerno è in coma profondo. Le stagioni del Verdi e del teatro delle Arti, grazie al Circuito, riescono ancora a presentare nomi di un qualche interesse sebbene nulla veramente di particolare. La programmazione del “Ghirelli”, che avrebbe dovuto portare “Salerno in Europa”- parola dell’assessore al ramo – non è ancora pervenuta. Gli altri teatri cercano loro malgrado di tirare avanti; alcuni indebitati e altri sempre più frequentati da un pubblico senza grandi motivazioni. Inoltre, chi fa e promuove teatro in città non è sempre all’altezza del compito. Si studia poco e ci si aggiorna ancora meno. Molto spesso, si è dato troppo spazio e fiducia a persone che col teatro c’entravano veramente poco. In questo clima, i più giovani e “nuovi” con qualche buona lettura e qualche buona ma fugace frequentazione, si sono rivelati spesso volenterosi ma velleitari, non facendo altro che scimmiottare malamente le avanguardie e le “post-avanguardie”. Una sperimentazione ed una ricerca solo orecchiata, insomma. Questo lo stato delle cose. I tanti che auspicavano una primavera fatta di rinnovamento e slancio nuovo, resteranno anche quest’anno delusi. Per un altro verso, solo la lirica e le luci d’artista sembrano tenere alto l’interesse di questa amministrazione. A tale riguardo, però, è bene precisare ancora una volta che né l’una né l’altra iniziativa rappresenteranno traguardi d’eccellenza e vera gloria. Paiono essere, anzi, più capricci di un “principe” che scambia semplicemente “lucciole per lanterne”. Nessuno, nel “cerchio magico”, è stato in grado di far capire al primo cittadino che con una stagione lirica che guarda prevalentemente al passato e l’effimero puro delle luci che poco hanno d’artistico, la nostra città non va da nessuna parte. Va anche detto, in verità, che Salerno negli ultimi anni ha guadagnato molto nella considerazione generale; eppure, le tante architetture “incompiute” da anni e anni, ne fanno più un miraggio che una realtà. Gli indicatori economici più recenti ci pongono agli ultimi posti delle classifiche, con inenarrabili problematiche politico-sociali. Inoltre, con una Università importante ma fuori dalle sue mura e una classe dirigente poco propositiva, c’è poco da attendersi per un possibile prossimo sviluppo. Siamo nel pieno di una crisi economica e culturale così profonda e di sistema che non sarà affatto facile mettersi alle spalle.

redazioneIconfronti

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