A Salerno luci della ribalta e plagi d’autore

A Salerno luci della ribalta e plagi d’autore

Inaugurata ieri pomeriggio a Salerno la kermesse natalizia “Luci d’artista” denominata, quest’anno, “Neve di primavera”. Le luminarie, che rimarranno “accese” fino alla metà di gennaio, sono costate (per il solo fitto degli impianti) ben 2 milioni e mezzo. Padrino della serata il critico d’arte Vittorio Sgarbi.

di Nadim Reazan

 

21092013_luci-d-artista-a-salerno_03Sempre più marcatamente “berlusconiano” il crepuscolo di Vincenzo De Luca, che per la kermesse natalizia delle Luci d’artista si è rivolto a Vittorio Sgarbi come padrino d’eccezione. Dopo Gigi Proietti, Marisa Laurito, Lello Arena e Michele Placido, il sindaco non poteva fare scelta più in linea con la sua concezione politico-istituzionale, che rinvia agli effetti speciali e alla spettacolarità televisiva. Sgarbi non si è fatto pregare ed è intervenuto con la verve e l’istrionismo di cui è capace, trovando un’ampia platea per le sue esibizioni ora che, anche per lui, si vanno riducendo sempre di più i palcoscenici (mediatici e reali) di un paese troppo stanco per farsi obnubilare da fiumane di parole e invettive primattoriali.

La popolarità di Sgarbi nasce nella tv commerciale del Cavaliere, quella che ha contribuito a ridurre i civici confronti, favorendo l’emotivizzazione della politica, sostituendo progressivamente le “autorità cognitive” tradizionali con i divi del set, le donne sexy e disponibili, i campioni del calcio e la gente comunque famosa (anche solo “tristemente” famosa).

I tempi sono cambiati, l’era glaciale dello strapotere tv dista anni luce dal nostro mondo in fiamme. E l’inaridimento dello società dello spettacolo ha mummificato le figure che, negli anni 80, sembrarono voler riscrivere il mondo e risillabarne i linguaggi. La rete e il conseguente, inevitabile ritorno al rapporto con la scrittura e, soprattutto, con la triste realtà che impone ai cittadini più consapevolezza che sogno, più realismo che illusioni, hanno fatto di personaggi come Sgarbi e De Luca figure dilatate e malinconiche. Sagome uscite dalla fantasia e dal pennello di Botero, figure perse nell’immensità dell’illusione.

Passi tutto, però, ma almeno uno di sgarbi (nomen omen) ieri poteva essere evitato, salvando la dignità di una città che alla cultura ha dato tanto, basti il nome di Filiberto Menna, tra i maggiori storici dell’arte. Ne avrebbe guadagnato la verosimiglianza dell’affresco autunnale proposto da De Luca, ma tant’è…

Lo sgarbo di troppo evidentemente è scaturito dalla disinformazione del sindaco in quanto ad incompatibilità o inconferibilità (temi sui quali studia e ricerca da mesi). Tra i pezzi forti dell’orgia luminosa salernitana c’è quest’anno la rivisitazione della Primavera di Botticelli. Ebbene, De Luca poteva fare attenzione, invece ha conferito l’incarico di padrino della serata a Sgarbi, sovraesponendolo. Il critico chiamato a discettare delle luci “botticelliane”, cinque anni fa, nel 2008, fu protagonista di uno dei più clamorosi plagi che si ricordino, avendo letteralmente copiato e poi firmato a suo nome – per un volume edito da Skira – un saggio che la storica dell’arte di scuola longhiana Mina Bacci scrisse sul celebre pittore, in un fascicolo dei “Maestri del colore” (Fabbri editore). Un’appropriazione clamorosa e totale di un testo per la quale Sgarbi, che non aveva scritto mai un rigo sul grande artista fiorentino, a distanza di qualche giorno, si difese così: “Adesso le alternative sono scusarmi con Mina Bacci o scrivere un testo nuovo su Botticelli. Non l’ho mai incontrata ma credo che Mina Bacci sia brava. Mi pare di aver letto le cose che mi sono attribuito ed è brava (…) Siamo in un momento in cui i falsari sono così bravi, io ho individuato un falso Correggio alla mostra di Correggio, occorreva anche un falso Botticelli fatto da me”.

Per lo spettacolo questi personaggi funzionano e suscitano ilarità e buonumore, ma la politica di cui si invoca la rinascita (e De Luca che è ormai un vecchio sindaco dovrebbe saperlo) è logos non pathos. L’emotività suscita passioni, ma non ha mai indicato una strada da percorrere né ha risolto un solo problema. A Salerno, evidentemente, la realtà non è il terreno preferito di questo sindaco rabbioso che continua ad illuminare l’illusione e il sogno, ai quali è strenuamente legata la sua sopravvivenza politica, perlomeno fino a quando non tornerà la coscienza civica di base (e s’imporrà).

(da Le Cronache del Salernitano)

redazioneIconfronti

Un pensiero su “A Salerno luci della ribalta e plagi d’autore

  1. Sono perfettamente d’accordo. Purtroppo, “un viale del tramonto” che ci costerà “caro e amaro”.
    Pasquale De Cristofaro

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