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Medicina a Salerno, un caso di profondo degrado istituzionale

Medicina a Salerno, un caso di profondo degrado istituzionale

Le proteste di questa mattina a Salerno

La Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Salerno sta diventando il simbolo dell’immobilismo e della mancanza di futuro dell’intero paese. Il motivo? Dopo sette anni dalla sua fondazione la facoltà di Medicina salernitana rischia di chiudere, i suoi 1200 studenti – futuri medici – si trovano in questi giorni senza aule dove svolgere le lezioni. Per questi motivi, oggi circa 600 studenti della Facoltà di Medicina, con e senza camici bianchi, oggi hanno sfilato in corteo per il centro cittadino, paralizzando la città. Il corteo è iniziato alle ore 9 dalla Stazione Centrale. In strada c’erano anche le organizzazioni sindacali e hanno partecipato anche gli infermieri dell’ospedale di via San Leonardo, che vivono una situazione difficile tra mancanza di personale e processi di mobilità che hanno impoverito ancora di più diversi reparti del nosocomio salernitano. Il corteo ha attraversato il centro cittadino per culminare in piazza Amendola, dove gli studenti hanno allestito un palco sul quale si sono avvicendati per spiegare ai salernitani i motivi della loro protesta.
Intanto, da quanto si è saputo le lezioni potrebbero riprendere già da domani, una settimana dopo la decisione del manager dell’azienda ospedaliera, Elvira Lenzi, di impedire l’accesso alle aule della facoltà di medicina e chirurgia di Salerno a studenti e docenti. Alla base del provvedimento la mancata sottoscrizione del protocollo sulla trasformazione dell’ospedale in Azienda Universitaria ed i contratti con i docenti. Due questioni che si sono sbloccate dopo la sospensiva del Tar che ha ordinato la riapertura delle aule (in attesa di entrare nel merito l’8 novembre), il governatore Caldoro ha inviato venerdì un telegramma alla Lenzi, chiarendo che era autorizzata a firmare 21 contratti con altrettanti docenti universitari. Sabato mattina, poi, sempre il Governatore ha inviato i chiarimenti richiesti dal Ministero della Ricerca Scientifica per sottoscrivere il protocollo sulla Facoltà, eliminando l’atto aggiuntivo che vincolava la trasformazione in azienda universitaria alla permanenza dell’attuale direttore generale del Ruggi. Un iter, quindi, che a questo punto potrebbe completarsi a breve come ha ribadito sabato mattina il Rettore incontrando gli studenti nell’aula Scozia della struttura di via San Leonardo a Salerno. La data importante è il 20 novembre, quando sarà esaminato l’altro ricorso presentato dall’Università, dopo quello sulla riapertura delle aule, relativo alla correttezza della nomina della Lenzi come direttore generale dell’Azienda ospedaliera senza consultazione dell’ateneo.
Il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, ha espresso solidarietà agli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Salerno scesi oggi in Piazza per rivendicare il loro legittimo diritto allo studio.
«Le iniziative messe in campo dalla Dottoressa Lenzi – spiega Tavella – hanno avuto unicamente l’effetto di creare confusione e di indebolire l’immagine della Facoltà di Medicina salernitana. Prima di compiere atti dirompenti, responsabilità e rigore istituzionali avrebbero voluto che si fosse insistito sulla ricerca di un’intesa tra Università, Rettore e Regione Campania. Quanto accaduto poteva evitarsi se solo ci fossero stati dialogo e senso di responsabilità istituzionale. Occorre, per il futuro, ripristinare una maggiore chiarezza ed un continuo confronto fra tutte le parti interessate. Il Ministero dell’Università e della Ricerca, la Regione Campania e l’Università degli Studi di Salerno diano prospettive certe alla Facoltà di Medicina. Si riprendano, quindi, immediatamente le attività didattiche presso il Ruggi, si garantiscano la programmazione ed i finanziamenti e si smetta con inutili forzature che sono solo penalizzanti nei confronti degli studenti».

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Commenti (2)

  • maurizio carucci

    chiedo venia per gli orrori ( questo si ) di ortografia. I tasti mi tradiscono, quando scrivo con foga.

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  • maurizio carucci

    Mi spice dirlo ma una facoltà di Medicona non si improvvisa . Pio vicinissima a Salerno vi è l’università Fedreico II . purtroppo nel sud l’organizzazione non è come a Nord Vi è l’l’universita di milano e quella di Pavia, ben più antica e la sede distaccata di Varese e quella di brescia. A Piacenza c’è la facoltà di agraria. ma sono sedi ingran parte con salde tradizioni. Ci vogliono buone scule in tutte le città e poi poche ma buone università , ben distribuite sul territorio. ma questi nel paese dei campanili e dei potentati locali non è possibile.
    Maurizio Carucci, medico laureatosi e specializzatosi a Napoli molti anni fa

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