A Salerno stanche luci d’artista e le salvifiche lucciole di Pasolini

A Salerno stanche luci d’artista e le salvifiche lucciole di Pasolini
di Pasquale De Cristofaro

Fra qualche ora s’accenderanno a Salerno le famose “Luci d’artista” e le strade della nostra città si riempiranno di turisti e visitatori per ammirarle. Una manifestazione sponsorizzata dall’amministrazione comunale e fortemente voluta dal sindaco De Luca per rivitalizzare il commercio e tutte le attività produttive che mai come in questo momento vivono una profonda crisi. Le casse comunali quest’anno, però, spenderanno un po’ in meno rispetto agli anni scorsi e questa è una buona notizia. Infatti, si sa quanto sia difficile, oggi, far quadrare i conti. Un beneficio ulteriore il Comune se lo attende dalla tassa di soggiorno che con i tanti turisti attesi, certamente, si incrementerà e i parcheggi (pochi, troppo pochi) che porteranno un po’ di ossigeno alle suddette casse. Fin qua tutto bene. Ma siamo proprio sicuri che tutto filerà così liscio. Innanzitutto, senza i parcheggi non si “cantano messe”. Saranno per tutti noi due tre mesi d’inferno. Traffico pazzesco, smog e confusione. Poi, intorno alle luci c’è poco altro. A Torino, città nella quale le “Luci d’artista” sono state pensate, novembre è il mese dedicato all’arte contemporanea e, dicembre, annovera un numero incredibile di iniziative culturali di notevole spessore. Da noi, solo la programmazione ordinaria del Verdi e quella dei piccoli teatri che, poveretti, fanno quel che possono visti i loro magrissimi bilanci. Molte sale, tra l’altro, sono in pieno dissesto economico e vicine dal gettare la spugna. Inoltre, poca musica e pochissimi concerti. Mi si dirà che i ristoranti, gli alberghi, i negozi ne trarranno notevoli benefici. Quelli del centro certamente. Ma siamo proprio sicuri che tutte le zone di Salerno riceveranno la stessa attenzione? M’aspetto, a questo punto, che mi si obietti: “Chi parla così è un nemico di Salerno, non vuole il bene della nostra città, merita d’essere tacciato”. Ecco allora, che prima di tacere per il bene di tutti mi si conceda ancora una riflessione. E per farla, permettetemi di tornare ai tanti giovani che il primo novembre hanno affollato la sala del Teatro Nuovo dove si è tenuto un incontro bellissimo ed intensissimo dedicato a Pier Paolo Pasolini. Mi direte cosa c’entra ora Pasolini? A Pasolini ho ripensato proprio a proposito delle sue famose “lucciole” e della loro inopinata scomparsa. La scomparsa delle lucciole rappresentava per il poeta di Casarsa la fine definitiva della società contadina italiana trasformatasi troppo velocemente nella società dei consumi, dove l’omologazione, un funereo narcisismo e un’immensa solitudine avrebbero presto reso gli uomini più soli e disperati. Mi piacerebbe, che sabato sera per un qualche miracolo accadesse che al posto delle luci artificiali il cielo della nostra bella Salerno s’accendesse con milioni di lucciole. E in quella delicata e fioca luce, si potesse intravedere il suo volto scavato, di santo laico, pronto a guidarci verso una meta più democratica e più civile.”

redazioneIconfronti

Un pensiero su “A Salerno stanche luci d’artista e le salvifiche lucciole di Pasolini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *