“Ad liquidum” nel chiostro vanvitelliano

invito def.web

stralcio dalla presentazione di Salvatore Marrazzo

Il Chiostro Vanvitelliano del Palazzo Comunale di Mercato S. Severino ospiterà “Ad liquidum”, una mostra di arte contemporanea patrocinata dal Comune che proporrà opere di pittura di sette artisti rigorosamente sanseverinesi: A. Pesce, F. Pironti, G. Pizzo, C. De Caro, S. Marrazzo, G. Cavaliere, V. Liguori.

Oltre a rimarcare una tradizione del nostro territorio legata alla pittura, la mostra vuole essere un momento d’incontro e di riflessione sull’arte in una società scivolosa, volubile, stressata e abulica. Una condizione, questa, che non esclude il mondo dell’arte contemporanea segnato da una contemporaneità caratterizzata da una dimensione che non solo ha perso la sua statutaria dimensione rinascimentale e post-umanistica, ma rischia una deriva oscurantista senza precedenti.

Il mondo, sempre più interconnesso, ha modificato finanche la concezione dello spazio e del tempo cui eravamo abituati da secoli e, piuttosto che tentare nuove coordinate condivise, sposta gli orizzonti verso dimensioni sempre più instabili e precarie. Siamo in presenza di una modernità di largo dilettantismo, dove, ormai, la mappa ha sovrastato completamente il territorio e il virtuale è ciò che, in una prospettiva tutt’altro che futuristica, sta emergendo come ossessione di esistenza reale. Siamo alla vigilia di una mutazione antropologica importante – si legge ancora in una densa e profonda nota di presentazione della mostra – e l’arte contemporanea facendosi scudo dell’impossibilità di giudizi estetici fondati diviene sempre più una pletora o una pleura d’immagini vuote. Mediocrità e disillusione sembrano i nuovi paradigmi delle società ad alto tasso performativo. Una nuova episteme, “la creatività”, si affaccia nel mondo, ginepraio della stupenda narrazione umana, sempre più omologato ai pochi e certi dominatori.

In uno scenario del genere vengono alla mente alcune domande: l’arte ha ancora un senso? Qual è il sapere dell’artista? Dove si esprime l’arte? Qual è il suo luogo d’eccellenza? Vale ancora la lezione di Duchamp? E in una società a larga diffusione estetica come raccapezzarci sulla legittimità dell’opera d’arte? Chi detiene il potere di determinare cosa è arte e cosa non lo è?

I complessi meccanismi finanziari che ruolo giocano nel processo valoriale dell’opera? E infine, quanto durerà tutta questa sapienza?

La mostra, che tenterà di indicare delle piste per fornire risposte a queste domande, sarà inaugurata il 18 giugno alle ore 19 e sarà visitabile fino al 25 giugno.

La vernice sarà accompagnata musicalmente dal sassofonista Giovanni Rossi.

Ingresso libero.

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