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Addetto stampa? A gratis o se costa poco

Addetto stampa? A gratis o se costa poco
di Barbara Ruggiero
Barbara Ruggiero

Barbara Ruggiero

In tempi di crisi c’è pure chi offre lavoro “al ribasso” ai giornalisti.

Accade a Gravina, in Puglia, dove il comune ha indetto un bando di concorso per addetto stampa. Tra i requisiti richiesti, uno è singolare: un’offerta al ribasso (si parte da un massimo di 10.200 € per dodici mesi) da parte dell’aspirante. In soldoni? Chi vuole essere pagato meno ha più possibilità di essere assunto.

Immediata la reazione dell’Associazione della stampa di Puglia che ha invitato il sindaco della città di Gravina a revocare la selezione. Il bando è stato pubblicato lo scorso 5 luglio e chiuso in appena dieci giorni.

L’avviso (reperibile sul sito del Comune: http://www.trasparenzaonline.info/site/erty/4C62CA/AVVISO%20DI%20SELEZIONE%20PER%20IL%20CONFERIMENTO%20DI%20INCARICO%20DI%20ADDETTO%20STAMPA%20E%20DIRETTORE%20DEL%20PERIODICO%20COMUNALE.pdf) chiarisce che l’incarico è di collaborazione esterna e riguarda le più classiche attività di ufficio stampa: redazione di comunicati stampa, organizzazione e gestione di conferenze stampa, organizzazione di interviste, pianificazione uscita mass media, gestione contatti, aggiornamento sito, gestione social e direzione del periodico dell’Ente.

Il bando richiede anche esperienza specifica nel settore: i requisiti richiesti dalla legge n.150/2000, iscrizione all’albo dei giornalisti, esperienza sul campo e possesso della partita Iva.

Tra i punteggi previsti nella valutazione dei curricula solo 10 vengono riservati alla proposta di riduzione del compenso: 1 punto per ogni punto percentuale in meno. Insomma, chiedere di lavorare gratis potrebbe essere un titolo preferenziale.

«Eravamo abituati ad aste al massimo ribasso nell’ambito della libera concorrenza tra imprese in gara per l’affidamento di un appalto– ha precisato l’Assostampa Puglia –  ma mai potevano immaginare di imbatterci in un bando pubblico per l’affidamento di un incarico di lavoro giornalistico che tra i requisiti preferenziali preveda perfino un punteggio crescente a seconda di quanto ci si riduce il compenso. Vorrà dire che il vincitore, come purtroppo già verificatosi in un altro comune della Puglia, sarà colui che offrirà gratis la propria prestazione professionale? È davvero triste e disdicevole questa corsa allo sfruttamento del lavoro giornalistico che alcuni pezzi della pubblica amministrazione hanno deciso di ingaggiare e che offende il decoro della professione e la dignità dei colleghi, costringendoli, perfino tramite bando pubblico, ad accettare compensi “al massimo ribasso” pur di lavorare».

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