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Addio onde medie, spenta la stazione Napoli-Marcianise

Addio onde medie, spenta la stazione Napoli-Marcianise
di Barbara Ruggiero

Foto: mediasuk.org

Fine delle trasmissioni. Una fine amara, oltre che a sorpresa per gli amanti delle onde medie: la stazione di Napoli-Marcianise è stata “spenta” nella notte tra il 17 e il 18 settembre scorso.
Adesso appare più chiaro lo strano motivo per cui quanti erano abituati a svegliarsi di mattina con la calda voce di Radio Rai in onde medie, da due giorni non riuscivano più ad ascoltare gli storici programmi dell’emittente che garantisce in Italia il servizio pubblico. Altro che radiolina guasta: lo storico ripetitore è stato spento senza preavviso, come testimoniano i tanti messaggi lasciati su forum di settore di radioascoltatori che, loro malgrado, hanno assistito in diretta allo spegnimento del ripetitore senza esserne consapevoli.
Si tratta di una fine amara: le onde medie sono state sempre un mezzo per scoprire la radio, quella vera, che viaggia nel tempo e nello spazio, senza interferenze, solo con qualche fruscìo e strano rumore di sottofondo; frequenze storiche, universali come le ha definite qualcuno, che permettevano ai viaggiatori di macinare centinaia di chilometri prima di essere costretti a cambiare canale.
Resta da capire che fine faranno alcuni programmi che hanno fatto comunque la storia di Radio Rai, come, ad esempio, le trasmissioni dedicate ai non vedenti, con il servizio appositamente loro dedicato dal servizio pubblico sulle onde medie in prima serata.
I radioascoltatori saranno costretti a dire addio alla voce calda e familiare che rinvia l’ascolto di determinati programmi alle frequenze in onde medie, proprio come la 657 kHz di Napoli-Marcianise.
Si spegne la storia” – ha commentato più di un affezionato radioascoltatore, rimarcando come le onde medie costituiscano la storia di Radio Rai. Lo spegnimento del trasmettitore di Napoli, il principale del Mezzogiorno, per molti segna la fine della rete unica in onde medie del servizio pubblico universale: buona parte della popolazione, nonostante siano attivi, anche se con segnale più deboli, altri ripetitori in Italia, non riceve più alcun segnale in onde medie.
In realtà il lento processo di smantellamento delle reti a onda media era cominciato con la fine delle trasmissioni di Radio2 e Radio3, continuato con la chiusura della stazione di Bologna di Radio1 a onde medie e con segnali sempre più deboli per la stazione di Roma e per quella di Napoli, che da qualche tempo gli esperti e gli amatori delle onde medie definivano come stazione “in pericolo di imminente chiusura”. Tanto da spingere gli affezionati delle onde medie a fare gruppo, a organizzare forme di protesta, testimonianze e appelli per scongiurare il pericolo di fine delle trasmissioni.
Lo stop alle trasmissioni per Napoli-Marcianise sulla frequenza 657 kHz, una di quelle frequenze deputate a restare accese anche in fascia notturna, è arrivato a sorpresa nella notte tra il 17 e il 18 settembre.
L’antenna di Napoli-Marcianise – riportano blog di appassionati del settore – era stata inaugurata nel 1948 dal presidente De Nicola e sorge su un terreno che fu di proprietà della famiglia di Benedetto Croce.
Rai1 è di fatto tuttora l’unica emittente italiana nazionale autorizzata a trasmettere in modulazione di ampiezza nella banda delle onde medie.

Video realizzato sullo spegnimento dell’antenna:
fine delle trasmissioni per Napoli Marcianise

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Numero di voci : 727

Commenti (21)

  • nodigital

    MALEDETTO IL DIGITALE,TERRESTRE O NO.
    A pescara la rai SPARA in am,a detta di qualcuno,pochi w,l’antenna c’è (120m su altopiano di 250 m slm) però nessuno riesce a sentire.
    C’era il tacs,prendeva ovunque l’hanno digitalizzato.
    C’era la tv,e ce l’hanno digitalizzata per farci vedere i canali della roulette e cagate simili,e quando passa un mezzo non schermato sparisce tutta l’immagine.
    NON TOGLIETECI NE DIGITALIZZATE L’FM ,perchè sarà la fine.
    E questi soldi risparmiati,STATO ,comprati cerotti e medicinali.

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  • Anonimo

    “Rai radio uno, 24 ore per riconoscerla pochi secondi per ascoltarla”. Tale dovrebbe essere l’espressione propagandistica di ora, dopo la forsennata decisione rai di abbattere l’antenna AM di Marcianise, Continuare a ripetere il contrario è un’autentica presa in giro per mezza Italia, quando è risaputo che le trasmissioni in FM coprono non chilometri ma pochi metri e soddisfano a mala pena solo ricevitori fissi, laddove con pazienza e con l’antenna fra le mani è possibile, per qualche secondo, ascoltare radio uno.
    Le frequenze tempestose che si sovrappongono con segnali potentissimi che soffocano quello flebile di radio uno sono tante, in tutte le ore del giorno ed anche della notte.
    Nessun segnale si riceve con le radioline portatili o con le radio sofisticate montate su pullman a su autovetture.
    Perché non si potenzia il segnale AM di Roma visto che in omaggio allo scopritore delle onde radio (Marconi) anche la stazione di Budrio (Bologna ) è stata cancellata. Allo stato attuale si percepiscono segnali in AM solo dalla Spagna o dall’Africa che qualche volta trasmettono anche programmi italiani. Contentiamoci di tanto a fronte di un canone rai il più esoso d’Europa. Grazie a chi legge e condivide!

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  • Corrado

    Era bello essere svegliato da mio padre che si alzava presto al mattino er andare a lavoro ……..si sintonizzava su onde medie radio uno e il profumo del caffè per tutta la casa e dalla radio una voce seria……..era radio uno in onde medie………addio ………

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  • Anonimo

    Condivido tutto, ma a che serve tanto chi dovrebbe leggere ed ha la responsabilità del sistema non se ne importa più di tanto. Il tutto è nell’ottica di un sistema che penalizza lo Stato sociale ed aggiungerei lo Stato professionale, tanto meno si sa e più impera l’ignoranza meglio si può governare. Ci si chiede come il proliferare di stazionecelle in FM che si sovrappongono con il loro segnale a quelle della rai rimangono indisturbate. Dispiace solo non poter più ascoltare trasmissioni come Con Parole mie che hanno segnato la storia della radio e dove l’abilità del conduttore Prof. Broccoli riesce a fondere il passato ed il presente in un discorso serio e convincente ricco di tanta bella letteratura.Una semplice rdiolina, magari la vecchia radio galena, ti accompagnava tutto il giorno. Addio Radiouno!

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  • Il Commendatore

    Esprimo solidarietà ai radio amatori campani dall’Emilia-Romagna. Fino a che non si è rotta, mia madre si alzava tutte le mattine presto ascoltando il GR1 con una vecchia Irradio in modulazione d’ampiezza. Da bambino non capivo cosa suscitasse tanto interesse in qualcosa che aveva l’audio pastoso, che crepitava e frusciava appena si accendeva una lampada a fluorescenza nelle vicinanze, quando nell’autoradio di mio padre mi sciroppavo Isoradio in FM con una definizione audio decisamente migliore. Poi documentandomi ho capito l’importanza delle onde medie e che sebbene peccassero di qualità audio avevano tanti vantaggi che ancora oggi l’FM se li sogna.
    La vera riscoperta delle onde medie è avvenuta purtroppo soltanto l’anno scorso: ero a Malta per lavoro e, per trascorrere le giornate in compagnia di una voce amica, acquistai una radiolina: all’inizio la sintonizzai sulla radio nazionale maltese in lingua inglese sulla modulazione di frequenza, poi per curiosità mi spostai sulle MW e cominciai a muovere la manopola. All’improvviso udii una voce familiare che parlava in italiano: era la radiocronaca di Italia-Spagna amichevole del 10/08. Avevo beccato Radio Uno, in seguito seppi che trasmetteva dall’impianto di Caltanissetta. Da quel momento e fino alla fine del tirocinio appena potevo ascoltavo con le onde medie, scrissi anche un SMS di ringraziamento che fu letto in diretta.
    Alle 23:00 il ripetitore nisseno si spegneva e un messaggio invitava a sintonizzarsi su Marcianise: ci provai ma il segnale era troppo debole.
    Adesso non potrei più farlo: grazie tante RAI! E io pago!

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  • Gennaro

    E’ incredibile ma da settembre 2012 è impossibile l’ascolto serio di Radio RAI 1: non si sa se si sta ascoltando Radio Centro Campania o altro. Per ascoltare qualcosa bisogna fare delle acrobatiche evoluzioni con le mani…Ma perchè non ci restituite le Onde Medie? Siamo stati scippati impunemente da un servizio che aveva carattere di serietà.

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  • Fabio

    Da quando ero piccolo la radio ad onde mi ha tenuto compagnia, soprattutto in seconda serata, verso le 22,30, quando i miei genitori mi mandavano a letto qualunque cosa stessero trasmettendo in TV. Di nascosto, quindi, ascoltavo la mia radiolina, con cui stando comodamente nell’utero del mio letto viaggiavo senza una precisa meta. Era con me nelle notti piovose e temporaleggianti, a stemperare la solitudine della mia cameretta… mi ha introdotto alla musica classica, all’ascolto di voci lontane che parlavano altre lingue… era con me, sotto il cuscino, quando al mattino presto diedero inizio alla guerra del golfo. Ed in tutto ciò, ignoravo una cosa… che dipendesse tutto da quel traliccio bianco e rosso visibile da un estremo all’altro della terra di lavoro… quel palo alto che, da bambino, dal mio terrazzo, in lontananza, credevo fosse la barriera di un passaggio a livello… che poi, da grande, ho creduto un’antenna militare.
    Oggi, senza poterle nemmeno dire addio o grazie, ho appreso essere l’anonima mia compagna d’una vita! Addio Amica mia… addio!
    Fabio.

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  • Massimo

    Da ultimo ascoltavo le OM Rai (stazione NapoliMarcianise) per il giornale della mezzanotte che potevo così sentire anche da apparecchi poco sofisticati e con selettività mediocre, o tarati per sintonizzarsi, in FM, sui segnali più forti (ahimè giammai emessi dalle stazioni radio Rai, di norma sopraffatte da altre stazioni locali o di circuiti nazionali e regionali).
    Il mio anziano genitore, poi, accanito seguace della radio, poteva tenersi informato via radio col suo apparecchietto portatile soltanto in OM pur tra fischi e scariche ‘d’altri tempi’.
    E’ il progresso, qualcuno dice, dimenticando che Rai Radio1 Radio2 e Radio3 non sono udibili neppure sul digitale terrestre (almeno nella mia zona), e tanto meno con altre ‘sofisticate’ tecnologie.
    Insomma un vero disastro del servizio pubblico.
    Ho provato a segnalare carenze e disguidi a RaiWay, ma il segnale FM della Rai continua ad essere debole e disturbato, e giammai si sono preoccupati di indicare chiaramente sul sito la chiusura della stazione di Napoli Marcianise…
    Massimo S. -Benevento

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  • CIRO

    FINALMENTE HO CAPITO OGGI PERCHE LA MIA RADIO SU AM RADIO1 NON L ‘ASCOLTO PIU’ HANNO SPENTO IL RIPETITORE DI NAPOLI MARCIANISE E’ UNA VERA VERGOGNIA ASCOLTAVO LA RADIO1 DA QUANDO ERO PICCOLO PERCHE’ MIO PADRE TUTTE LE SANTE MATTINE ALLE 6,30 L’ACCENDEVA ED IO MAN MANO MI SVEGLIAVO E ASCOLTAVO LE NOTIZIE DEL TELEGIORNALERAI .COME FACCIO ORA IO A 54 ANNI LA STESSA COSA VORREI PROPRIO SAPERE DI CHI E’ STATA QUESTA IDEA ,QUA CI STANNO TOGLIENDO TUTTO ORA ANCHE LA NOSTRA CARO RADIO1 ,CHE CI INSEGNAVA MOLTE COSE ORA SONO VERAMENTE RAMMARICATO ED E’ UNA VERA VERGOGNIA CON TUTTI I SOLDI CHE RUBANO I NOSTRI POLITICANTI QUESTO CE LO POTEVANO RISPARMIARE.COME DISSE UNA VOLTA IL NOSTRO PAPA PAOLOVI PENTITEVI PENTITEVI A TUTTI QUESTI CHE AMMINISTRONO IL NOSTRO PAESE CHE E’ UN GRANDE PAESE L’ITALIA E’ PER COLPA DI QUESTI STA’ FACENDO UNA BRUTTA FINE.ADDIO RADIORAI DA OGGI IN POI SO PERCHE’ NON TI ASCOLTO PIU’.E CHIEDO SCUSA ALLA MIA RADIOLINA CHE PER ANNI MI HAI ACCOMPAGNATO CON L’ASCOLTO DI RADIORAI1 ALLA MATTINA.UN CALOROSO CIAO CIRO DA NAPOLI CASERTA.NB.MA IL NOSTRO CAPO DELLO STATO NON POTREBBE FAR QUALCOSA MA LO SA’ CHE CI HANNO TOLTO PURE LA RADIO NAZZIONALE.

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  • Alberto

    volete farvi una risata? ancora ieri sera, 30 settembre, a mezzanotte, la radio annunciava:” i programmi continuano in onde medie da Milano… da Roma… e da Napoli Marcianise su khz 657. siamo al ridicolo!

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  • dibo

    questi sono i risultati di aver privatizzato l’intero stato, dalla moneta ai servizi

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  • Alberto

    fanno le cose di nascosto e questo sarebbe un servizio pubblico? vogliono risparmiare quattro centesime poi distribuiscono soldi a milioni a coglioncelli e zoccolelle invitati nelle loro vomitevoli trasmissioni televisive. ci sono ancora un sacco di zone in Italia dove il segnale FM non arriva o arriva disturbato. niente radio per chi abita lì.

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  • carlo

    Il perché della chiusura nessuno lo dice??? E’ una questione economica???? Comunquè è una cosa vergognosa perché: 1) si toglie un servizio ai nonm vedenti 2) nei giorni precedenti la chiusura non è stata data nessuna informazione di tale evento per radio.
    La Rai ormai non svolge più servizio pubblico ma è gestita secondo improvvisazione

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    • Alberto

      le trasmissioni fino a qualche anno fa venivano irradiate anche in onde corte e c’era un trasmettitore ad onde lunghe, quello di Caltanissetta. stanno chiudendo tutto. tranne le trasmissioni a premi e i quiz televisivi. quelli non chiudono mai.

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  • Federico

    La deriva dell’Italia ha colpito anche questo aspetto. Il servizio pubblico dove si trova? Perchè io, grande appassionato di Radio Rai, ora dovrei ascoltare le radio locali e passare dai telegiornali alle canzoni neomelodiche napoletane??? VERGOGNA!

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  • franco

    E’ UNO SCHIFO L’INFORMAZIONE PUBBLICA E’ FINITA
    LE MIE RADIO ERANO SEMPRE SINTONIZZATE SU RAI UNO
    ONDE MEDIE PERCHE’ SI ASCOLTAVANO SEMPRE…
    CHE TRISTEZZA NON POTER FARE NIENTE….
    LA MIA RADIO AD ONDE CORTE DEL 48 RIPARATA DA ME
    ORA PRENDERA’ SOLO LE RADIO STRANIERE—–

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    • Claudio

      ERA MEZZANOTTE CHE ASPETTAVO, DOPO UNA GIORNATA DI LAVORO, PER ASCOLTARE QUEL RADIOGIORNALE BEN FATTO E APPROFONDITO CHE MI ACCOMPAGNAVA VERSO IL SONNO…… ORA SI SENTONO SOLO INTERFERENZE …… MA NON SI PUò PROPRIO FARE NULLA ? SI TRATTA SICURAMENTE DEI SOLITI TAGLI, MA QUESTO NON DOVEVANO FARLO.

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  • arcangelo

    che vergogna per la rai ! ora ascoltare radio 1 da casa è una vera impresa con tutte le interferenze presenti sulle due frequenze di napoli, 89,3 e 94,1. un vero peccato..

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  • Gregorio

    Addio, cara vecchia stazione radio di Marcianise. Siamo cresciuti assieme…

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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