Addio piazze e comizi, la politica si affida ai tweet

Addio piazze e comizi, la politica si affida ai tweet
di Barbara Ruggiero

La politica cinguetta. Lo fa per annunciare la sua discesa (ops, no, salita) in campo per le prossime elezioni, per comprare i follower – come qualcuno denuncia stia succedendo con un profilo del Cavaliere in pochi giorni inondato di sostenitori – e, last but not least, per trarre spunti da querela.
È il fascino del web 2.0 ad attrarre giovani e meno giovani sul social network della sintesi. 140 caratteri per dire ciò che si vuole. Un controsenso per i politici logorroici e per tutti quelli che da anni alle tante parole e agli sbandierati discorsi in pubblico difficilmente hanno abbinato i fatti.
Addio piazze, addio comizi, addio pubblico infervorato dai discorsi del proprio idolo politico; adesso avviene tutto nelle piazze telematiche.
Mentre Monti a sorpresa sbarca su Twitter la sera della vigilia di Natale, anche Berlusconi, che sembra quello più incardinato nella logica dei vecchi media e della classica e tradizionale comunicazione di massa, fa parlare di sé nel mondo delle nuove tecnologie. Il cavaliere arriva su Twitter con un account gestito da alcuni suoi sostenitori ribattezzati “volontari digitali” e in men che non si dica guadagna una fetta bella grossa di sostenitori (quasi 75mila), tanto da spingere qualcuno a malignare e mormorare on line: “si sono comprati anche i follower”. 70mila follower in una notte non sono pochi, specie se l’aumento vertiginoso di sostenitori del profilo – in rete dal 6 dicembre scorso – si registra in concomitanza con il Capodanno.
C’è addirittura chi, preso dalla curiosità, si è messo a spulciare tra i follower del Cavaliere per scoprire che si tratta di utenti reali, in maggioranza sudamericani o arabi, poco attivi su Twitter e spesso anche senza immagine di profilo.
Ma mentre i politici si arrovellano su cosa cinguettare al mattino on line, ci sono anche quelli che querelano per dei tweet: si tratta dell’avvocato Mario Michele Giarrusso, candidato al Senato per il Movimento 5 stelle che querela Gianni Riotta per il tweet di un articolo di Repubblica con commento. Riotta rilancia on line la vicenda di Giarrusso che riceve un incarico in Sicilia per liquidare una Ato, posta il pezzo di Repubblica e commenta: «Prima lottizzazione 5 stelle di Beppe Grillo. In Sicilia il capolista avvocato Giarrusso lottizzato presidente Ato idrico Catania». L’avvocato grillino non gradisce e annuncia querela; la notizia la dà lo stesso Riotta con un tweet: «Benvenuti nella nuova politica della trasparenza 5 stelle».
Storie vecchie, solita politica in un mezzo nuovo, verrebbe da commentare. Non ci resta che appellarci al Papa e alla sua benedizione digitale. Almeno dietro il suo profilo Twitter – è stato assicurato da più parti – c’è di sicuro sua Santità.


b.ruggiero@iconfronti.it

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