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“Addò vaie se Cavani non ce l’hai?”, Edinson è il Napoli

“Addò vaie se Cavani non ce l’hai?”, Edinson è il Napoli
di Diogene

Ve lo ricordate il film Polvere di stelle interpretato da Alberto Sordi e Monica Vitti, due grandi che hanno fatto la storia della cinematografia italiana? Credo che un po’ tutti ricorderanno il refrain che costituiva un po’ la colonna sonora del film, quel “ma ndò vai se la banana non ce l’hai?” in stretto accento romanesco.
Il Napoli, inteso come squadra di calcio, e i suoi impareggiabili tifosi dovrebbero chiedersi, e forse se lo chiedono, “ma addò vaie se Cavani non ce l’hai?” parafrasando il motivetto di Polvere di stelle, stavolta in marcato dialetto partenopeo. Esagerato? Parossistico? Non credo. Solo una constatazione confortata dai fatti.
Cavani, questo sconosciuto o quasi prima di arrivare a Palermo. Quattro campionati altalenanti, qualche incomprensione con gli allenatori succedutisi l’uno dopo l’altro per il vezzo di Zamparini che è un mangia allenatore come pochi, con buona concorrenza di Cellini del Cagliari.
Eccolo in terra di Sicilia, Edinson Cavani: buoni momenti, ma anche tante pause, tanti interrogativi, tante incognite, tante incertezze sui suoi futuri destini da parte di Zamparini che però ha il fiuto degli affari, visto che è un commerciante nato. Lo vogliono un po’ tutti in serie A, ma è il Napoli di De Laurentiis che la spunta con un’operazione finalmente brillante. Prestito oneroso, questa la clausola, con diritto di riscatto obbligatorio fissato in complessivi diciassette milioni.
Che Napoli, con Cavani! Quarantanove gol messi a segno in due soli campionati, una media stratosferica per un calciatore universale, uno che non fa solo il centravanti ma che partecipa al gioco collettivo della squadra. E quest’anno siamo già a quota otto su undici incontri disputati. Ma ve lo immaginate un Napoli senza Cavani? Buona squadra il Napoli, certo. Buona ma non ottima, con l’imprescindibile valore aggiunto di un attaccante che oggi rappresenta il sogno di tante squadre, e non solo italiane.
Edinson Cavani è calciatore unico nel suo genere. Lui in campo fa e disfa, anche senza intermediari, anche senza assistenza, anche senza ricevere quello che si chiama “assist” in gergo calcistico; quasi autodidatta in tutte le zone del campo, le azioni se li crea e poi li conclude. Nel calcio si dice “fa reparto da solo” quando si vuole indicare un calciatore superiore alla media; ecco, Cavani fa proprio reparto da solo e con le reti fa galoppare la sfrenata fantasia del popolo napoletano. Un calciatore così, con tali caratteristiche tecnico-tattiche, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo perché è uno come lui che riesce a fare grande una squadra di calcio che – altrimenti – sarebbe solo una buona squadra.
Cavani: un sogno per molte squadre che guardano con attenzione alla campagna acquisti, una chimera irraggiungibile anche per chi ha tanti soldini da mettere sulla bilancia.
Cavani oggi – con buona pace di altri ottimi compagni di viaggio – vuol dire Napoli; e non è un eufemismo!

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