Ai precari la beffa Tfa: gli errori nei test sui quali deciderà il Tar

Ai precari la beffa Tfa: gli errori nei test sui quali deciderà il Tar

La beffa è tale che alla fine si sono svegliati anche i sindacati. Tante, troppe, le segnalazioni di inesattezze presenti nei test a risposta multipla per accedere ai Tirocini Formativi Attivi (TFA) che in alcune classi di concorso hanno estromesso oltre il 95% dei partecipanti.
Secondo Marcello Pacifico, presidente dell’Anief (Associazione professionale sindacale), “abbiamo assistito alla somministrazione di quesiti con troppi errori, troppi nozionismi e poche certezze: occorre assolutamente fare chiarezza sulla qualità e la correttezza della gestione delle prove preparate dal Cineca e organizzate dal ministero”.
Di fatto non è immaginabile che le nostre Università sfornino una così estesa massa di incapaci. E tra l’altro dopo tante polemiche sul numero dei possibili partecipanti ai TFA, ci ritroviamo con una quantità di ammessi nettamente inferiore alle disponibilità, e tutto questo essendo giunti soltanto alla prima delle tre prove che gli aspiranti avrebbero dovuto sostenere. “Questa ecatombe non è prova di serietà e rigore, di cui tutt’al più rappresenta una caricatura, ma solo – si legge in una nota della Cisl scuola – la dimostrazione, purtroppo ennesima, dell’inadeguatezza di meccanismi selettivi malamente pensati e peggio gestiti. Crediamo che sia doveroso rimediare ad una situazione così penalizzante per migliaia di aspiranti al lavoro di docente, perché non è possibile ritenere tutti inadeguati, gettando ombre preoccupanti sulla possibilità di innovare in modo serio la formazione degli insegnanti, con grave danno, alla fine, per la qualità del nostro sistema di istruzione”.
Ma ecco cosa è accaduto e cosa viene contestato nei ricorsi presentati al Tar. I primi risultati pubblicati dal Cineca (il consorzio interuniversitario che gestisce la selezione) confermano che i quizzoni predisposti per selezionare i nuovi insegnanti, oltre ad essere molto difficili e a fare parecchie vittime, conterrebbero domande quantomeno ambigue o, secondo alcuni, anche errate.
I ricorsi più numerosi riguardano la classe di concorso A036: Filosofia, psicologia e scienze della Formazione nei licei delle Scienze umane (ex magistrali). In quella occasione, riuscirono a raggiungere il punteggio minimo – 21 punti su 30 – soltanto in 141 su cinquemila. Il numero di posti disponibili era di 588.
Secondo i laureati che hanno partecipato alla selezione, alcune domande riguardavano autori minori che a scuola non si studiano. Ma niente errori nei testi, pare.
Poi, sono stati pubblicati gli esiti per l’abilitazione in altre discipline d’insegnamento e le cose sono andate anche peggio. Nella classe di concorso per insegnare Francese alla scuola media e superiore si è verificata una situazione paradossale: 96 ammessi in tutta Italia per 765 posti disponibili, ossia appena il 12,5 per cento. Ma questa volta due delle sessanta domande (la numero 21 e la numero 49) sono state considerate “sempre corrette” a prescindere da quello che avevano segnato i candidati, un modo che implicitamente ammette un errore nella formulazione. Circostanza verificatasi per sette delle undici graduatorie pubblicate. In base alla riforma Gelmini sulla formazione iniziale, per diventare insegnanti di scuola media e superiori occorre iscriversi in un corso di studi magistrale, ovvero quinquennale, e successivamente partecipare ad un tirocinio di un anno sul campo. Soltanto dopo avere superato tutti gli esami e la tesi finale si otterrà l’abilitazione all’insegnamento. Ma in questa prima fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema, il relativo decreto dello scorso anno prevede che coloro che sono già in possesso di una laurea possono partecipare al solo Tirocinio, rigorosamente a numero programmato. Sono gli atenei ad organizzare la selezione e il tirocinio per i pochi fortunati che vi accederanno.
Per la classe di concorso A042 (Informatica), una delle ultime pubblicate, le domande che il ministero ha preferito considerare “sempre corrette” – che cioè erano sbagliate, con più risposte corrette o ambigue – sono addirittura sei
“Chi ha predisposto le domande?”, si chiedono in parecchi.
Viale Trastevere tace, ma considerare alcune domande “sempre corrette” a prescindere, come direbbe Totò, ammette implicitamente gli errori nei test di ammissione che, da quest’anno rappresentano l’unica possibilità per i neolaureati per accedere alla carriera di insegnante.

Qualche esempio:

NESSUNA RISPOSTA È QUELLA GIUSTA –  Classe A051 (Latino), domanda «Che cosa si intende, in un testo letterario, per variante?»:
A) Ogni soluzione espressiva, attestata dai codici, discordante dal testo definitivo licenziato dall’autore
B) Ogni diversa redazione di un testo letterario, licenziata o non licenziata dall’autore
C) Ogni sinonimo usato dall’autore per evitare ripetizioni
D) Ogni scelta lessicale dell’autore discordante dall’uso comune.
La risposta, secondo gli incaricati alla correzione del Ministero, sarebbe la prima. Ma come fa notare il professor Canfora sul Corriere della Sera, «chi ha stabilito questo, “è un selvaggio”: trattandosi di “testi letterari” delle più diverse epoche – nei quesiti precedenti e successivi si parla di Manzoni, Vittorini, Foscolo, Meneghello, Berto, ecc. – è evidente che già l’espressione «attestata dai codici» fa sorridere. E questo è il meno. Se il riferimento era all’antichità, non si vede perché escludere i papiri, nonché i casi di tradizione epigrafica. E soprattutto non si capisce perché «varianti» non siano anche le varianti d’autore, su cui esiste una letteratura immensa e assai pregevole»

LA DOMANDA SBAGLIATA – Classe A051, domanda – «Chi è l’autore di Qualcosa era accaduto»:
A) Dino Buzzati
B) Luigi Pirandello
C) Vitaliano Brancati
D) Luigi Malerba
Sebbene la domanda non presenti all’apparenza nessun tranello, qui molti aspiranti insegnanti sono andati in crisi. La risposta, sulla carta è “Dino Buzzati”. Peccato, però, che il racconto scritto dal suddetto autore Qualcosa era successo e non Qualcosa era accaduto. Opera quest’ultima che, in realtà, non esiste.

LE DOMANDE UGUALI – Classe A017 (Discipline economico – aziendali). Qui non c’è molto da commentare, tranne ammonire i distratti tecnici del MIUR: le domanda 23 e la 41 sono uguali e recitano quanto segue: Il ROE non dipende:
A) dalla redditività degli acquisti
B) dalla redditività del capitale investito
C) dal grado di indebitamento
D) dall’incidenza della gestione non caratteristica

redazioneIconfronti

2 pensieri su “Ai precari la beffa Tfa: gli errori nei test sui quali deciderà il Tar

  1. Anche sui test delle classi A345/346 ( Lingua Inglese/ Lingua e Civiltà Inglese) c’erano domande stampate in maniera errata e soluzioni scorrette!

    Non solo… la maggior parte di domande non riguardavano affatto la lingua e lett. Inglese ma altri settori del sapere!

    Per es.

    7. How is the letter “o” pronounced in the word shopping? Choose from the following:

    (mancavano le opzioni corrette)

    26. We were shopping at the market when the child disappeared in the ………………… of an eye.
    A) twinkling
    B) flashing
    C) blinking
    D) sparkling

    Il vocabolario dà come risposta esatta la C ( ed era quella che anc’io ho scelto), il Cineca dà come risposta esatta la A!

    Ma possibile che si debba considerare errata una risposta che invece è corretta secondo tutti i dizionari???

    Ma come si può giudicare la competenza di una persona nella lingua inglese quando le domande strettamente legate ad essa erano solo una minima parte??!!!

    Ma che razza di di test sono questi !
    Se veramente si vuole saggiare la preparazione di ciascuno nella materia specifica, Inglese in questo caso, bisogna proporre quiz di GRAMMATICA e LETT. Inglese e non su specialità culinarie… pellicole cinematografiche… e frasi idiomatiche, che solo una un parlante madrelingua può conoscere nella loro specificità!!

    Ma come si potrà mai risolvere l’eterna problematica degli insegnati precari con selezioni operate in questo modo assurdo e sconnesso??

    Penso davvero che questi TFA, così organizzati e gestiti, siano stati fatti solo per riempire immoralmente le casse dello Stato a scapito di noi docenti precari e senza alcun introito attuale pur con servizio già maturato alle spalle…………

    Tutto quanto succede solo in Italia!
    Che desolazione!!!

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