Al limite del teatro, c’è l’incontro con la vita

Al limite del teatro, c’è l’incontro con la vita

Nell’ambito del ciclo di seminari dal titolo “Ai confini del reale”, l’ALsoForm (Associazione laureati dell’Università Suor Orsola Benincasa) ha organizzato una giornata di studio sul tema “Al limite del teatro: progetti e utopie”, coordinata dal regista Pasquale De Cristofaro. Dopo i saluti del direttore dei Corsi di laurea della sede del Suor Orsola di Salerno, prof. Bianca Maria Farina, e la lectio introduttiva di De Cristofaro, è stato il giornalista Andrea Manzi ad intrattenere gli studenti sul tema “La poesia nei luoghi della discriminazione razziale”. Poi, l’intervento della prof. Adele Cavallo su alcune iniziative di cinema e video arte nella scuola media superiore. Qui di seguito uno stralcio dall’intervento di Pasquale de Cristofaro sulle nuove frontiere del teatro.

di Pasquale De Cristofaro

2008-10-21-155157-dp-_s-11I grandi riformatori del teatro novecentesco determinarono un vero e proprio big bang del teatro. Un’esplosione della tradizione più che bi-millenaria, favorendo la creazione di piccole tradizioni nomadi, con i loro specifici ideali. Il teatro, dopo di loro, non è stato più un continente, ma un arcipelago. I loro sforzi furono tesi verso uno scopo che andava al di là della presenza fisica dei loro spettacoli. Verso una dimensione politica, etica, e, qualche volta, addirittura rivoluzionaria. Ma c’è anche  di più.  In una società piena di differenze, quale essa si preannunciava, il teatro divenne uno spazio paradossale. Ed è bene ricordare che un paradosso non è mai un’opinione bizzarra. Bensì, è un pensiero coerente originato da principi differenti rispetto a quelli su cui si basano le opinioni diffuse e le teorie prevalenti. Il paradosso dunque non prevale mai tra la doxa (opinione comune); un paradosso è, anzi, resistente ad essa. A questo penso, oggi, quando parlo del teatro come spazio paradossale situato nel cuore della propria epoca, ma che, in fondo, non le appartiene. È uno spazio inattuale, resistente, emblematico, sacro, utopico. Il suo valore sta nella qualità delle relazioni che crea tra gli individui e tra le differenti voci all’interno di un singolo individuo. Il teatro si impone, quindi, anche come uno spazio lontano dalle luci e dall’attenzione dei mas-media. I suoi spazi saranno marginali e negletti, dove, però, le ferite sociali e le forme di sofferenza sono più profonde e si fa più necessaria la sua presenza. Dove si cercano valori e significati nuovi per una socialità più umana.

 

redazioneIconfronti

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