Dom. Ago 18th, 2019

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Al prefetto non basta, entro il 5 ottobre regolamenti per le feste

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L'ultimatum ai Comuni napoletani e la soddisfazione per l'operazione di Barra


Il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, esprime soddisfazione per il sequestro – e la distruzione – del Giglio di Barra. Ma non si ferma qui. All’indomani della vicenda che ha macchiato la festa nolana, nello scorso giugno, De Martino chiese ai Comuni della Provincia di Napoli di disciplinare attentamente, vigilando con scrupolo, le feste popolari, per garantire l’assenza di qualsiasi interesse camorristico. Non tutte le amministrazioni napoletane hanno agito in tal senso: c’è chi ha dato vita a regolamenti e protocolli ma c’è anche chi non ha proprio realizzato i propositi del Prefetto. Quest’ultimo ha dato un ultimatum: entro il 5 ottobre i Comuni devono adeguarsi alla sua direttiva anti camorra nelle feste religiose e popolari.
Per De Martitno il sequestro del Giglio ‘Insuperabile’ della festa del quartiere Barra a Napoli e la scoperta di un giro di estorsioni nei confronti dei commercianti della zona rappresenta «l’ennesimo segnale di forte reazione dello Stato contro ogni forma di infiltrazione della camorra nell’organizzazione delle feste popolari religiose». Questo il commento del prefetto di Napoli all’operazione compiuta questa mattina dai carabinieri nella zona orientale del capoluogo campano. «Mi compiaccio ed esprimo gratitudine ai militari dell’Arma e all’autorità giudiziaria per l’importante risultato – ha aggiunto il prefetto – è un’azione che va avanti da mesi e quest’ultima operazione mi convince ancora di più che tutti devono fare la loro parte. Per questo, già dall’ottobre del 2011, ho rivolto ai sindaci – ha ricordato De Martino in una nota – un invito ad adottare discipline rigorose sull’affidabilità degli organizzatori e sulla trasparenza contabile dei finanziamenti delle feste popolari. L’impegno dello Stato contro i condizionamenti camorristici continua incessantemente – ha proseguito – ma è ora che anche i commercianti e le altre categorie facciano sentire la loro voce escludendo dalle proprie associazioni quanti non denunciando si prestano a subire imposizioni che finiscono per rafforzare la criminalità organizzata». «Rivolgo anche ai napoletani un appello ad affrancarsi da ogni costrizione, ad alzare la testa contro l’arroganza e – ha concluso De Martino – i tentativi di intimidazione della camorra respingendo imposizioni che non sono certo premesse di libertà».

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