Sab. Lug 20th, 2019

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Al Sud si muore di più di tumore

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Lo studio: al Nord gli studi precoci salvano la vita

medici_camiceAl Nord il 45% dei tumori della mammella è diagnosticato a uno stadio precoce, mentre al Sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa. In queste due città sono frequenti i casi che presentano già metastasi al momento della diagnosi, pari rispettivamente a 9,6% e 8,1%. Questi alcuni dei dati che emergono, in merito a quattro tra le più importanti forme tumorali (mammella, polmone, colon-retto e melanoma), dallo studio “Eurocare 5 alta risoluzione E­ Italia”, che l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha pubblicato sul numero di dicembre della rivista internazionale Cancer Epidemiology. Sebbene alla diagnosi ritardata del tumore corrisponda una differenza di sopravvivenza a cinque anni relativamente contenuta (89% al Nord a fronte dell’85% al Sud), la scoperta di un tumore allo stato iniziale è un fattore di grande importanza per la paziente perché consente di ricorrere a trattamenti chirurgici meno invasivi e a terapie più semplici, garantendo una migliore qualità di vita e un minore costo sociale. Milena Sant, responsabile della Struttura complessa di “Studi descrittivi e programmazione sanitaria” dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sottolinea che «l’adesione a standard diagnostico-terapeutici internazionali è in generale soddisfacente al Centro-Nord e meno diffusa al Sud». L’utilizzo di radioterapia associato a chirurgia conservativa è eseguito nel 52% delle pazienti a Modena ma solo nel 36-37% delle pazienti a Napoli e Sassari. Inoltre, la probabilità che una donna colpita da tumore al seno residente a Napoli o Sassari sia trattata con modalità conservative è rispettivamente pari al 36,7% e 35,9%, inferiore alla media italiana complessiva (42,3%).

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