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Al Suor Orsola l’albero (naturale) di Natale più alto della Campania

Al Suor Orsola l’albero (naturale) di Natale più alto della Campania
di Barbara Ruggiero

Il Cardinale Sepe e il Rettore D'Alessandro all'accensione dell'albero

L’albero di Natale (naturale) più alto della regione Campania come pretesto per una gara di solidarietà.
L’abete – che in realtà è un Cupressus Sempervirens – è alto oltre 20 metri ed è stato addobbato con cinquemila lampadine luminose.
L’accensione delle luci del particolare abete, che si trova nel giardino del claustro della cittadella universitaria del Suor Orsola Benincasa, è avvenuta alla presenza del Cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe.
Il primato di Albero non artificiale più alto della regione Campania spetta al cipresso plurisecolare che campeggia nel giardino dell’Università e che, da qualche giorno, è possibile ammirare addobbato e illuminato a festa.
La cerimonia di illuminazione dell’albero ha dato il via anche a una gara di solidarietà in favore della “Casa di Tonia”, un centro di accoglienza per ospitare donne incinte abbandonate e ragazze madri in difficoltà e senza posto dove vivere. Al centro saranno destinati tutti i doni, in oggetti o in denaro, che a partire dal giorno di accensione dell’albero, i visitatori hanno cominciato a depositare sotto l’abete.
Le visite e le donazioni sono aperte dal lunedì al venerdì fino all’11 Gennaio; intanto, per chi non potesse andare ad ammirare l’albero dal vivo, potrà effettuare donazioni anche on line tramite il sito web di Ateneo.
L’abete è stato denominato Albero Maggiore in quanto, superando i 20 metri, è il più alto del Giardino dell’antico Claustro della cittadella universitaria del Suor Orsola. Si tratta di un Cupressus Sempervirens ed è stato addobbato con ventidue discese di luci con un totale di oltre cinquemila lampadine luminose, posizionate a cascata dalla cima, in modo da conferire luce e ordine a una chioma irregolare, restituendo una forma a cono tipicamente natalizia. In aggiunta alle luci sono state posizionate 60 sfere di 20 centimetri di diametro ciascuna, di colore rosso lucido, tipico del Natale e ben visibili anche di giorno. L’occasione è stata sfruttata per rimuovere il materiale secco ed eventuali rami pericolosi, coniugando le esigenze estetiche tipiche delle festività con la buona pratica agronomica. Le difficoltà dell’installazione dei materiali sul cipresso, date le sue dimensioni, sono state superate impiegando un Tree Climber specialista, che coadiuvato da personale a terra, ha fissato tutti gli addobbi.
«L’Università Suor Orsola Benincasa – ha spiegato in proposito il rettore Lucio D’Alessandro – si caratterizza oramai da tempo come una operosa comunità, per definizione giovane, impegnata nella pratica del quotidiano servizio che ciascuno di noi, nel suo ruolo, in diverso modo, rende agli studenti, alla ricerca, all’accogliente bellezza della nostra sede, alla città e perfino al Paese, come più volte ci è stato riconosciuto dall’attuale Presidente del Consiglio. E nell’occasione cristiana ma anche gioiosamente laica del Natale – ha concluso D’Alessandro – abbiamo deciso di offrire alla città di Napoli uno spettacolare albero plurisecolare illuminato a festa, come simbolo di aggregazione sociale e culturale attorno al quale sviluppare una importante gara di solidarietà in favore di una splendida realtà di presidio sociale della nostra città».
L’atmosfera di Natale sotto l’albero sarà magica anche grazie alla suggestiva selezione musicale curata da Pasquale Scialò, docente di Storia della Musica dell’Università Suor Orsola Benincasa, e realizzata seguendo il filone tematico del Natale e della solidarietà.
«I luoghi in cui ascoltare musica sono diversi – ha detto Scialò – a volte in interni, altre volte in esterni e questi ultimi, specie se legati a un particolare momento di condivisione comunitario, possono dare vita a un’intensa scena sonora che sostiene la partecipazione. È con questa convinzione che ho aderito con entusiasmo all’invito del rettore D’Alessandro, curando la scelta dei brani musicali sul tema della solidarietà e dell’appartenenza».
Nella selezione, come in un rondò, ritorna a più riprese il brano vocale “Todo cambia”, interpretato da Mercedes Sosa, voce simbolo di gran parte dei movimenti internazionali per la conquista dei diritti umani. Poi, il riverbero dell’imminente Natale arriva attraverso le voci bianche che intonano “Quanno nascette ninno”, la tradizionale pastorale napoletana di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Seguono l’adagio della “Gran partita” di Mozart e un Corale di Shostakovich, prima di tornare ancora alle matrici musicali nostrane con “Sui palchi delle stelle” di Provenzale e con la “Pastorale” natalizia.


b.ruggiero@iconfronti.it

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