Al Trianon, settimana sanremese con Marta sui tubi e Peter Cincotti

Registriamo in questa rubrica le voci e le attività dei nostri contatti senza alcuna mediazione, verificando soltanto la veridicità delle informazioni trasmesseci. Qualche nostro eventuale intervento avrà il solo scopo di garantire una maggiore chiarezza del messaggio.

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Peter Cincotti-RAl Trianon, i due appuntamenti della settimana sono con i musicisti che si sono fatti particolarmente apprezzare nell’ultimo festival di Sanremo: venerdì 12 i Marta sui tubi e l’indomani, sabato 13 aprile, Peter Cincotti. Entrambi i concerti sono alle 21.
In precedenza, domani, mercoledì 10 aprile, alle 12, si terrà la conferenza stampa di presentazione di Scapece… ma capace, il «racconto musicale semiserio» della carriera artistica di Salvatore Misticone, il popolare signor Scapece dei fortunati film Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord.
Biglietti numerati in vendita anche nelle prevendite abituali, nonché online sul sito del teatro teatrotrianon.org.
Il botteghino del Trianon è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19 (la domenica, l’apertura pomeridiana è dalle 17 alle 19). Per informazioni: tel. 081-225 82 85. Il teatro è climatizzato.

· venerdì 12 aprile, ore 21

Marta sui tubi
Cinque
la luna e le spine tour

I Marta sui tubi presenteranno al Trianon il loro nuovo album intitolato Cinque. La luna e le spine.
Giovanni Gulino, cantante della band, spiega il titolo ed introduce le atmosfere del disco: «Il 5 è il numero più ricorrente nella storia più recente del gruppo: questo è il nostro quinto album ed è da cinque anni che la formazione si è stabilizzata a cinque elementi. Ma 5 è anche il numero del comandamento più importante, quello senza il quale gli altri nove avrebbero poco senso e che sintetizza l’intero decalogo: “non uccidere”. Nessuno infatti ha il diritto di vendicarsi sul prossimo che l’ha offeso e questo, al di là dei tentativi di talune religioni di rivendicare l’esclusività del rispetto di tale valore, è al contrario universale».
«Nel medioevo una leggenda voleva Caino esiliato da Dio sulla luna a espiare la sua colpa, torturato da una fascina di spine sulla schiena con la quale Dio l’aveva punito – prosegue Gulino – e si diceva che le macchie nere della luna fossero le spine di Caino».
Il tema del senso di colpa e del relativo desiderio di superarlo ricorre spesso nei testi dell’album, sopratutto in pezzi come Grandine, Il collezionista di vizi, Vorrei, che è il brano presentato al festival di Sanremo, Vagabond home e Tre. «L’argomento viene trattato a volte in chiave ironica o inquadrato in impietosi flussi di coscienza oppure con rabbia – chiarisce Gulino – con atmosfere abbastanza notturne e sognanti su uno sfondo ruvido e cupo».
Musicalmente Cinque. La luna e le spine si apre a esperienze inedite per il gruppo, come l’elettronica e la psichedelia (Il collezionista di vizi), la musica classica (Grandine e le orchestrazioni di Dispari e Vorrei), l’espressione in un’altra lingua (Vagabond home è il primo e unico brano scritto in inglese), la provocazione e il blues (Tre). Ne risulta per Gulino «il nostro lavoro più ambizioso e sperimentale, probabilmente quello meno adatto ad accompagnare la nostra avventura sanremese».

· sabato 13 aprile, ore 21

Peter Cincotti

Parte dal Trianon di Napoli, il nuovo tour italiano di tre date di Peter Cincotti, il cantante, pianista e compositore statunitense trentenne di origini italiane, che al festival di Sanremo, in coppia con Simona Molinari per interpretare la canzone La felicità, è stato la rivelazione per il grande pubblico della massima kermesse musicale del paese.
Cincotti, il cui stile mischia il pop con il jazz, il soul e lo swing, ha pubblicato l’album Metropolis, dopo quell’East of Angel town che nel 2007 lo fece conoscere in tutto il mondo. Con il singolo Goodbye Philadelphia ha scalato le classifiche di vendita anche in Italia.
Con un cognome come il suo non è difficile rintracciare ascendenze nostrane: «Mio nonno paterno era di Napoli, mia nonna di Piacenza – precisa Cincotti – e quindi ho respirato il profumo di questa terra fin da piccolo. Nonostante la mia famiglia viva a New York, dove sono nato, da due generazioni, sono cresciuto a contatto con le tradizioni italiane, assimilando alcuni dei valori che la caratterizzano».
Bambino prodigio, Cincotti inizia a prendere lezioni di piano a quattro anni, dedicandosi non solo alla musica classica, che studierà qualche anno dopo alla Manhattan school of music con docenti come Ellis Marsalis, ma spaziando dalle colonne sonore al disco Boogie woogie di Jerry Lee Lewis. A nove anni le prime composizioni e a quindici l’esibizione nei club di New York. Mostra una sensibilità particolare nei confronti del jazz e quattro anni dopo incide il suo primo cd Peter Cincotti, nel quale reinterpreta classici come Over the rainbow.

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