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Al via la Convention repubblicana che incoronerà Mitt Romney

Al via la Convention repubblicana che incoronerà Mitt Romney
di Vincenzo Pascale (da N.Y. City)

Foto: direttanews.it

Parte con questa cronaca di Vincenzo Pascale l’impegnativo lavoro de I Confronti finalizzato ad informare sulle elezioni americane già dal momento della scelta dei candidati e dall’inizio della loro lunga ed impegnativa campagna.
Le massime elezioni negli Usa, da sempre, sono argomento vicino alla sensibilità italiana specie giovanile: al di là dei temi economici e sociali, che la globalizzazione rende “universali”, infatti, la sfida per la conquista della Casa Bianca è tra i maggiori eventi di costume che la contemporaneità offre alla riflessione del mondo.
Ci auguriamo pertanto che i nostri lettori aprano sull’argomento un proficuo dibattito.

Domani era in programma l’apertura a Tampa, Florida, della Convention Repubblicana valida per ufficializzare il candidate del GOP (Grand Old Party, questo il nome dato dai suoi sostenitori al Partito repubblicano). Un violento uragano ha fatto slittare l’apertura di un giorno, la convention si chiuderà il 30 agosto.
La convention democratica, invece, si terrà la prossima settimana in North Carolina. Le conventions dei partiti politici americani, Democratico e Repubblicano, ormai sono delle passarelle mediatiche sia per far conoscere al grande pubblico sia il candidato alla presidenza sia la sua agenda politica successiva in caso di vittoria elettorale.
La copertura mediatica sarà impressionante: oltre 2000 giornalisti accreditati da tutto il mondo, diretta sulle maggiori reti televisive americane, continuo aggiornamento via twitter e facebook, senza tralasciare l’indotto che genera tale convention. Alberghi esauriti da mesi, ristoranti prenotati e poi tutta l’industria dei gadget e souvenir del Partito repubblicano, inclusa una vastissima letteratura sulla storia del partito. Alle Conventions si alternano sia personaggi pubblici, attori, sportivi, sia politici che vantano una credibilità nazionale. In effetti, la convention attraverso un elaborato sistema di delegati provenienti dai 50 stati dell’Unione ratifica la nomina di Mitt Romney e del suo vice Paul Ryan a sfidare il Presidente Obama, candidato democratico.
Venendo ai contenuti politici della convention di Tampa, essi verteranno soprattutto sull’attacco alla politica economica di Obama. Al Presidente i repubblicani rinfacciano di non essere riuscito a rivitalizzare l’economia USA, di avere forzato una riforma sanitaria dai costi tutti ancora da verificare, ma soprattutto di minare lo spirito liberista americano, rendendo il Paese una nazione socialista. I repubblicani optano per un ulteriore abbassamento della tassazione per i grandi capitali convinti che tale politica fiscale possa riattivare gli investimenti e dunque creare nuovi posti di lavoro. Sarà una convention non certo moderata, il Partito repubblicano del dopo Bush ha subito una forte svolta conservatrice ad opera dei gruppi religiosi ed antiabortisti del Middle West cementati da una forte avversione sia verso la politica economica di Obama, ma soprattutto incapaci di accettare un afroamericano alla Casa Bianca. I due schieramenti politici sono estremamente polarizzati sulle proprie posizioni politiche, questo fa sì che i voti dei cosiddetti elettori indecisi siano ridotti: le differenze sono nette. Quello che manca a questa tornata elettorale è la passione politica da parte dei militanti.

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