Alcoa, una protesta al giorno per stanare il governo

Alcoa, una protesta al giorno per stanare il governo

Continua la protesta dei lavoratori Alcoa: 350 lavoratori hanno occupato il traghetto Tirrenia che li trasportava da Civitavecchia ad Olbia. Gli operai, reduci dalla manifestazione di ieri a Roma si sono rifiutati di scendere dalla nave e protestano rumorosamente battendo in terra gli elmetti. Queste le parole d’ordine: “Per ora non scendiamo dalla nave, non ci fermeremo e faremo tutte le azioni necessarie per evitare la chiusura degli impianti di Portovesme”. In mattinata, poi, gli operai Alcoa sono scesi dalla nave Sharden: nei loro occhi rabbia, delusione, poca la voglia di parlare. Dopo le 9 gli operai hanno abbandonato la nave. «Una manifestazione pacifica, così come avevamo assicurato all’equipaggio, al quale va il nostro ringraziamento. La Tirrenia ci è stata vicina e noi vogliamo ringraziarli», ha spiegato Luciano Fenu, della Rsu Alcoa. Nel piazzale del porto di Olbia, l’Isola Bianca, sono state fatti esplodere anche alcune bombe carta e petardi, ma non si sono registrati particolari situazioni di tensione. «Stiamo ripartendo, al momento la destinazione è Portovesme. Siamo molto amareggiati, ma non concluderemo la nostra battaglia sino all’ottenimento del risultato. Non abbiamo piani precisi, ma durante il tragitto è sicuro che decideremo il da farsi», ha aggiunto Fenu. «Adesso ricarichiamo le batterie – ha spiegato Franco Bardi, segretario provinciale Fiom Cgil di Carbonia Iglesias – ma siamo pronti per nuove iniziative. L’intenzione è quella di dirigerci verso Cagliari, dove si trova il presidente Cappellacci, che ieri non si è degnato neanche di parlare con i lavoratori dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico». «Abbiamo avuto notizia che Glencore si è detta ulteriormente disponibile – aggiunge – ora vorremmo capire se ci sono le condizioni per una trattativa».

m.amelia

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