Lun. Ago 19th, 2019

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Alec in campo: ecco come allontaniamo l’extracomunitario dal caporale

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di Barbara Ruggiero

Consulenza e assistenza per gli immigrati: è questo uno dei principali obiettivi di Alec (Associazione Lavoratori Extracomunitari e Comunitari) di Alfonso Angrisani (foto). L’Associazione, che ha oramai due anni di vita, ha raggiunto finora un numero pari a circa 2500 contatti per consulenza e assistenza. Tutti, o quasi, immigrati in Italia. Persone giunte nel nostro Paese con il sogno di una vita migliore, e incappati nella farraginosità della nostra burocrazia o, peggio ancora, nelle maglie di un sistema che tende ad approfittare degli ultimi arrivati. Alec si trova, così a contrastare sul campo il caporalato, a prevenire il triste fenomeno della compravendita dei permessi di soggiorno, e a formulare proposte costruttive per le fasce di popolazione che intende tutelare.
“In questi due anni – spiega il legale salernitano Alfonso Angrisani – abbiamo formulato particolari richieste per le donne in difficoltà, e mi riferisco, per esempio, alle vedove e alle ragazze madri. Innanzitutto abbiamo chiesto la creazione di un collocamento obbligatorio ”.
Si tratta di persone che hanno difficoltà a inserirsi o a reinserirsi nel mondo del lavoro?
Sono persone che si trovano sole e spaesate. Allora diventa necessario fare qualcosa per tutelarle e per indirizzarle al mondo del lavoro. A inizio anno abbiamo scritto anche una lettera al ministro Fornero in cui chiediamo l’istituzione di un fondo apposito per aiutare le ragazze madri, le donne separate e le vedove in difficoltà, l’inserimento di queste persone nell’elenco delle categorie protette e la realizzazione di un progetto nazionale che aiuti le donne all’inserimento nel mondo del lavoro attraverso delle work experience.
Tra le vostre battaglie, c’è la richiesta di aumentare l’assegno di invalidità.
E’ stata una delle nostre prime richieste. Ma ci tocca dover ammettere che quella volta siamo rimasti inascoltati.
L’Associazione, dunque, intende fornire tutela e assistenza soprattutto alle fasce deboli della popolazione?
Noi siamo nati per la tutela dei lavoratori comunitari ed extracomunitari, pensionati, invalidi civili, vedove, donne separate, ragazze madri. E ci occupiamo anche di promozione culturale di gruppi etnici.
L’immigrazione, una nota dolente: quanto è difficile essere immigrato regolare oggi? La sua esperienza cosa racconta?
Chi come me frequenta Napoli quotidianamente si può rendere conto di quanto sia difficile la condizione degli immigrati oggi. Purtroppo c’è una vera e propria mafia degli immigrati, per i permessi di soggiorno, di matrimoni falsi… Non è una situazione semplice. E poi come associazione noi ci impegniamo anche a combattere il caporalato.
Quanto è diffuso oggi il caporalato?
Più di quanto non sembri. Non è solo caporalato in agricoltura o in edilizia. La cosa si è estesa anche ai lavori domestici; è un fenomeno diffusissimo anche a Salerno, che ha il suo epicentro tra piazza San Francesco e il lungomare.
La Alec ha un suo sportello? Come ci si rivolge a voi?
Al momento ci appoggiamo presso il mio studio legale. È possibile contattare me direttamente
L’Associazione, pare di capire, non ha vincoli territoriali. A breve organizzerete degli incontri anche nella Capitale.
Sì, negli anni abbiamo ricevuto molte adesioni e non necessariamente legate al territorio campano. Nei prossimi giorni abbiamo organizzato degli incontri con lavoratori e pensionati per discutere dei loro problemi. Domenica 1 luglio ci vedremo a Roma, nel quartiere Centocelle; giovedì 5 luglio, invece, abbiamo fissato un incontro a Scafati. L’obiettivo principale di questi incontri è quello di informare i cittadini su tutte le problematiche che riguardano il diritto del lavoro, il diritto previdenziale, la mediazione civile, l’invalidità civile e il diritto dell’immigrazione.

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