Dom. Lug 21st, 2019

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Alemanno: azzeriamo tutto il Pdl. La Polverini da Monti

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Ma sull’ipotesi scioglimento del Consiglio regionale del Lazio c’è il no di Casini

Foto: ilmessaggero.it

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Il Pdl è davvero scoppiato. La questione morale esplosa con una forza distruttiva inimmaginabile in quel che fu il partito di Berlusconi è visibile nel grande disorientamento che si coglie soprattutto nel Lazio. Il governatore Polverini sembra aver ripreso in considerazione l’ipotesi delle dimissioni, perchPé lo scandalo si starebbe allargando e potrebbe sfociare in altri clamorosi colpi di scena. Il sindaco Alemanno, dal canto suo, che solo qualche giorno fa era apparso “vicino” alla Polverini, sostenendono le ragioni, ora chiede l’azzeramento dell’intero Pdl. Sul suo blog scrive chiaro e tondo che “dobbiamo guardarci in faccia, aprendo un dibattito serio e non dilatorio. Sono giorni amari per la politica italiana, in particolare per il Centrodestra, c’è una netta separazione tra la politica e il Paese”. Da qui, la richiesta di una riflessione che metta in gioco tutto il partito, senza più manifestare la primaria preoccupazione della difesa di un potere sempre più logoro e corrotto.
Tuttavia, appare molto improbabile arrivare allo scioglimento del Consiglio regionale del Lazio a causa dell’atteggiamento dell’Udc che, senza le dimissioni dei suoi consiglieri, tiene di fatto in carica il parlamentino, al riparo del rischio di scioglimento anticipato. Il Pd, promettendo le dimissioni dell’intero gruppo del centrosinistra regionale, aveva dato il là a questa ipotesi drastica che, al momento, appare però impraticabile.  “Si sono accorti ora degli sprechi”, ha osservato il partito di Casini, raffreddando l’ipotesi e rispondendo picche all’ipotesi del sindaco Alemanno favorevole, appunto, ad un azzeramento del Pdl per poterlo rifondare.
“Se la Polverini non si dimette, ci dimettiamo tutti”, aveva detto il deputato Pd Gasbarra. Ma, per lo scioglimento degli Consiglio, è necessaria anche l’adesione di parte della maggioranza, per poter raggiungere il numero “magico” di 36 consiglieri dimissionari, la metà più uno della Pisana. E ad impedire questo è, per il momento, il partito di Casini, motivando in questo modo la decisione assunta: “Noi facciamo parte della maggioranza, non dell’opposizione. Il nostro compito non è dimetterci perché qualcuno ha rubato, o ha usato impropriamente i fondi. Dovrebbero lasciare quelli del Pdl, non noi”.

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