Mar. Ago 20th, 2019

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Alla casta dei farmacisti non piacciono tanti laureati

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Solo da Napoli ogni anno sono 400 i laureati a cui vanno a sommarsi gli studenti che terminano gli studi a Salerno e Caserta

Seicento nuovi iscritti all’Ordine dei farmacisti ogni anno. Accade in Campania dove sono tre, al momento le facoltà di Farmacia: all’Università Federico II di Napoli, all’Università degli Studi di Salerno e alla Sun, che ha sede a Caserta. Solo da quella di Napoli, ogni anno sono 400 i laureati a cui vanno a sommarsi gli studenti che terminano gli studi a Salerno e Caserta, ultima attivata e che a breve andrà a regime. Sono i numeri forniti dal presidente dell’Ordine della provincia di Napoli, Vincenzo Santagada, che parla, a cento anni dalla nascita dell’Ordine nazionale che sarà celebrata domani a Napoli, proprio dove cento anni fa si riunirono per la prima volta tutti i presidenti degli Ordini provinciali per dar vita a quello nazionale, di «una stasi nel ricambio generazionale». «Da Napoli arrivano ogni anno circa 400 laureati – dice Santagada – Sommando Salerno e Caserta, che entrerà a regime quest’anno, sono 600 nuovi iscritti all’ordine dei farmacisti ogni anno». Se si considera che nella provincia di Napoli ci sono, stando a quanto fa sapere Santagada, circa 800 farmacie, c’è, appunto, «una stasi nel ricambio generazionale». Molti laureati, insomma, per poche farmacie. L’Ordine, dal canto suo, cerca, come spiega il presidente, «di sensibilizzare i colleghi a “eliminare” i cosiddetti camici blu, che sono di appoggio all’organizzazione della farmacia, e questo per favorire l’assunzione di un laureato che dà maggiori garanzie e professionalità». E secondo Santagada, questo, andrebbe anche a «tranquillizzare i laureati che si accingono alla professione e le loro ansie». Mentre in passato, gli iscritti alla facoltà di Farmacia, come sottolinea il presidente, avevano alle spalle famiglie che già operavano nel mondo della farmacia», oggi le cose sono cambiate e la maggior parte degli studenti «proviene da famiglie che nulla hanno a che fare con il mondo della farmacia. Anzi – sottolinea – spesso vengono da famiglie che hanno disagi dal punto di vista economico e questo mi mette ansi».«Mi rivedo in loro – aggiunge – inseguono un sogno e vorrei che la categoria potesse dare a loro una mano in più». Per far comprendere che le celebrazioni di lunedì non sono solo un momento di festa, ma anche di riflessione, nel palco reale del Teatro San Carlo di Napoli, dove si svolgerà la cerimonia di celebrazione del centenario dell’Ordine, siederanno 24 neolaureati «per dare un segnale forte che la categoria è verso i giovani che arrivano da famiglie che non hanno a che fare con farmacia». Al Massimo napoletano sono attesi il ministro della Sanità, Renato Balduzzi, e della Giustizia, Paola Severino. «Il Consiglio dell’Ordine, per l’organizzazione della manifestazione, non ha perso di vista le sofferenze di alcuni colleghi che in questo particolare momento stentano a trovare una collocazione professionale stabile – afferma -. Pertanto, la partecipazione delle massime autorità di categoria avrà non solo una funzione celebrativa ma anche di analisi sulle varie problematiche, compresa quella occupazionale». «E’ importante – afferma Santagada – rivivere dopo cento anni questo ideale inseguito da migliaia di colleghi che hanno contribuito allo sviluppo della professione». Per la serata al San Carlo, «siamo andati alla riscoperta delle nostre radici». Eì il ddl dell’allora Governo Luzzatti che istituì gli ordini professionali sanitari, chirurghi medici e farmacisti. In precedenza esistevano le associazioni libere che erano enti morali e di mutuo soccorso. «La prima associazione a trasformarsi in Ordine provinciale fu proprio quella di Napoli nel 1912 – racconta Santagada – poi è toccato alle altre e, tra il 2 e il 6 ottobre 1912, tutti i presidenti provinciali dell’epoca si riunirono a Napoli, nella sede di via Nardones, e diedero vita all’Ordine italiano». «E’ un orgoglio riscoprire che il primo Ordine dei farmacisti a costituirsi in Italia sia stato quello della provincia di Napoli – rivendica Santagada – e che, solo successivamente, siano nati gli altri Ordini, assumendo il numero progressivo, in ordine di anzianità di iscrizione, cominciando dal numero 1 con l’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Napoli». «Da qui siamo partiti e da qui vogliamo ripartire – prosegue – spero che sia un’occasione di riflessione vista la presenza delle autorità nazionali e locali e delle istituzioni». Santagada auspica, inoltre, che quello di lunedì sia anche un momento di “aggregazione” che possa «abbattere le barriere tra i titolari e non titolari». «Il laureato in farmacia è unico – precisa il presidente dell’Ordine – Se esiste la farmacia, è perché c’è un collaboratore che assicura di servire le esigenze del cittadino e questo perché la farmacia deve essere sempre di più proprio al servizio del cittadino». Durante la serata sarà proiettato un filmato curato da Marina Ciaravolo, in collaborazione con il Centro di produzione Rai di Napoli, nel quale protagonista sarà la storia della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, a partire dalla sua costituzione fino ai giorni nostri. Si ripercorreranno le tappe più importanti della storia della professione di farmacista e dell’evoluzione della farmacologia, intrecciate al filone socio-culturale dell’Italia dell’ultimo secolo. La cerimonia inaugurale del 22 sarà affidata a Santagada e Andrea Mandelli, presidente della Federazione ordine farmacisti italiani. Oltre alla presenza dei ministri della Salute e del Guardasigilli, sono attesi inoltre, Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, Antonio Pentangelo, a rappresentare la Provincia di Napoli, Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, Luigi D’Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione Sanità del Senato. Interverranno anche Annarosa Racca, presidente Federfarma nazionale, Giacomo Leopardi, presidente della Fondazione Cannavò, Giuseppe Cirino, preside della Facoltà di Farmacia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, e Massimo Marrelli, rettore dell’ateneo federiciano.

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