“All’addetto stampa si applichi il contratto giornalistico”

“All’addetto stampa si applichi il contratto giornalistico”
di Barbara Ruggiero

blog1Per l’addetto stampa delle pubbliche amministrazioni deve essere applicato il contratto di lavoro giornalistico. Lo ha ribadito nei giorni scorsi il Tribunale civile di Roma, sezione Lavoro, chiamato a esprimersi su un ricorso presentato dall’Inpgi – ente di previdenza dei giornalisti – in favore di un giornalista e contro il comune di Caltanissetta, in Sicilia.

La notizia della sentenza – riportata dal sito livesicilia.it – è interessante per tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti in attività di comunicazione e informazione, in modo particolare per chi svolge il ruolo di addetto stampa, presso una Pubblica amministrazione. Purtroppo la prassi comune porta spesso molte amministrazioni a non applicare il contratto giornalistico per i propri addetti stampa: gli enti preferiscono solitamente la strada della contrattazione collettiva prevista per il comparto pubblico di appartenenza (autonomie locali, ministeri…).

La richiesta del contratto giornalistico per chi lavora negli uffici stampa della Pubblica Amministrazione è stata spesso cavallo di battaglia per tutti gli enti e le associazioni che operano in difesa della categoria dei giornalisti. Adesso, la sentenza del Tribunale di Roma, sezione Lavoro, dà ragione a quanti hanno sempre sostenuto la tesi del contratto giornalistico per chi svolge le mansioni di addetto stampa.

Il Tribunale di Roma si è espresso sulla questione lo scorso 10 maggio su ricorso presentato dall’Inpgi a favore del giornalista Pier Paolo Olivo e contro il Comune di Caltanissetta. Il testo integrale della sentenza del Tribunale di Roma, sezione Lavoro, giudice Ida Cristina Pangia è disponibile integralmente sul sito dell’Assostampa Sicilia (http://www.assostampasicilia.it/images/PDF/Sentenza-Inpgi-Comune-Caltanissetta-Tribunale-di-Roma.pdf).

Secondo la sentenza, l’attività di ufficio stampa va inquadrata come un contratto di lavoro subordinato, con retribuzione minima e “oneri fiscali, contributivi e previdenziali stabiliti dal contratto collettivo dei giornalisti”. Secondo i giudici del Tribunale, il comune di Caltanissetta avrebbe omesso di  corrispondere al giornalista “i contributi e gli accessori connessi alla professione di giornalista”.  In soldoni, i contributi previdenziali sarebbero stati versati all’Inps anziché all’Inpgi.

La sentenza condanna l’ente pubblico al risarcimento di circa 18 mila euro al giornalista siciliano e ribadisce con forza che gli amministratori di società pubbliche dovranno sottoscrivere con i propri addetti stampa un regolare contratto di lavoro, come previsto dal contratto collettivo nazionale, e anche versare i contributi stabiliti dalla Cassa di previdenza dei giornalisti italiani.

redazioneIconfronti

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