Home
Tu sei qui: Home » Archivio » All’alba preso Abete, capo degli Scissionisti di Scampia

All’alba preso Abete, capo degli Scissionisti di Scampia

All’alba preso Abete, capo degli Scissionisti di Scampia

Finisce la latitanza di Mariano Abete, ritenuto il capo degli scissionisti.
Abete è stato arrestato questa mattina alle 5.30 nel corso di un’operazione di controllo del territorio eseguita a Scampìa dai carabinieri della compagnia Stella, della stazione “quartiere 167”, e dei battaglioni Campania e Sicilia.
Mariano Abete, di 21 anni, considerato uno dei quattro latitanti ritenuti più pericolosi della faida di Scampìa, è stato arrestato mentre si trovava nell’appartamento della madre. Su di lui pendeva un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, con l’accusa di associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga. Il reggente del clan degli scissionisti aveva un nascondiglio ricavato tra due pareti al quale di accedeva attraverso una parete mobile azionata da un telecomando.
L’identikit di Mariano Abete era stato diffuso lo scorso 20 ottobre da carabinieri e polizia insieme con gli altri quattro latitanti che secondo gli investigatori hanno un ruolo di primo piano nella riesplosione della faida di camorra a Scampìa. Lo scorso 15 novembre era stato arrestato dalla polizia Rosario Guarino, di 29 anni.
Il clan nelle mani dei giovani boss, “costretti” al salto di qualità, chiamati a raccogliere l’eredità di genitori e parenti in galera o decimati dalla guerra di camorra. Mariano Abete era il reggente della omonima cosca dopo l’arresto del padre e l’uccisione dello zio. E sono tutti giovani i figli di boss e capiclan sia degli Scissionisti che dei contrapposti ‘Girati’ ancora ricercati. La caccia continua. Nel mirino delle forze dell’ordine e della magistratura ci sono ora Mario Riccio, di 27 anni, Antonio Mennetta, di 27 anni, e poi Marco Di Lauro, il più “anziano” tra i destinatari del “wanted” emesso dalle forze dell’ordine, 32 anni, un nome pesante il suo, figlio del super boss Paolo, e al quale le forze dell’ordine danno ormai la caccia da ben otto anni. A maggio scorso Marco Di Lauro è stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Attilio Romano, un’altra delle vittime innocenti della prima faida di Scampia.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 733

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto