Dom. Lug 21st, 2019

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Sos Fnsi: pochi fondi per l’editoria, i giornali chiuderanno

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Siddi alla Camera: quotidiani verso il fallimento, finanziamenti incerti, disegno di legge lacunoso.

Foto: lettera43.it

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Giornali sull’orlo del fallimento, finanziamenti incerti e un disegno di legge delega sull’editoria lacunoso.
Che la situazione del mondo dell’editoria non fosse delle migliori, era chiaro dalle notizie di chiusure, prepensionamenti e stipendi di solidarietà che da qualche tempo a questa parte costellano anche storiche realtà editoriali. Ma adesso la conferma dello stato di crisi del comparto dell’editoria arriva direttamente dalla Fnsi.
L’allarme è stato lanciato dal segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa, Franco Siddi, nel corso dell’incontro “Il pluralismo verso l’estinzione” in programma oggi alla Camera dei Deputati.
«Siamo a fine anno – ha spiegato Siddi – e non solo i finanziamenti pubblici all’editoria sono scesi dai 114 milioni di euro del 2011 ai 60-70 del 2012. Ma non si riesce neanche a capire con esattezza quale sarà l’ammontare. Le imprese che stanno continuando a lavorare stringendo i denti rischiano di arrivare a fine anno e scoprire che i fondi non saranno erogati. In quel caso l’unica strada sarà la chiusura».
All’incertezza di fondo si aggiunge anche il disegno di legge delega per il settore.
«La bozza presentata – ha spiegato Siddi – dice che non dovranno essere modificati i tetti dei finanziamenti. Ma quali tetti, quelli del 2011 o quelli del 2012? Se l’ipotesi è la seconda non ci stiamo. Tutti gli operatori dicono che non si può sopravvivere sotto la soglia dei 120 milioni e a questo punto il governo dica se considera l’editoria l’asse portante dello sviluppo del paese o no».
Federazione Nazionale della Stampa e Mediacoop, associazione nazionale cooperative giornalistiche, editoriali e della comunicazione, si dichiarano pronti a convocare un’assemblea pubblica con tutti i rappresentanti del settore per il prossimo mese di novembre e hanno già inviato una lettera al premier Mario Monti per chiedere l’aumento del Fondo editoria per contributi alle cooperative giornalistiche, alle testate di idee, non profit e di partito. «Altrimenti – scrivono – si andrà incontro al default di questa parte dell’informazione con una perdita di 4mila posti di lavoro».

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