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Alle Tremiti pensando a Robinson Crosue

Alle Tremiti pensando a Robinson Crosue
di Carmine Maria Manzi
L'isola di San Nicola, arcipelago Tremiti

L’isola di San Nicola, arcipelago Tremiti

Sono le mie vacanze d’agosto e voglio raccontarle per far conoscere anche agli altri le mie emozioni che provo in un luogo particolare come è l’isola di San Domino, nell’arcipelago delle Tremiti. Non è un’isola grande come la Sardegna e la Sicilia, che io conosco, ma di sicuro non inferiore per natura incontaminata, verde amico e acqua cristallina.

Sono qui da qualche giorno e ho deciso di concentrarmi sulla mia passione: la lettura e la scrittura, due impegni per i quali mi sento molto portato così come mi dicono le mie insegnanti. Nel caso di questo diario, la scrittura mi consente di rivivere le emozioni di giornate molto intense.

Vivo a stretto contatto con la natura, ascoltando i versi di grilli e cicale. L’odore dei pini mi purifica la mente dalle tossine della città. Credo proprio che questa vacanza, in un luogo così particolare, mi stia facendo pensare molto. Non so se in questo modo mi stia rilassando, perché il pensare è già un impegno. Ma, pensando pensando, ho immaginato di vivere proprio qui, a San Domino, nei panni di un umile pescatore. Mi piacerebbe molto. Vorrei lavorare e portare a casa, anziché “la pagnotta”, pesce in abbondanza per mangiare e vivere. Guarda caso, uno dei libri che sto leggendo, in questa mia settimana di vacanze, è “Robinson Crosue” di Daniel Defoe. Qualche pagina mi ha procurato un po’ di ansia, come in genere mi accade quando leggo libri di avventura. Sono stato colpito dall’intraprendenza del protagonista e dalla sua speranza di vivere i sogni e di salvarsi nel momento del pericolo. Da questo libro, ho capito che tutto è possibile, anche vivere durante l’inverno qui a San Domino con trenta persone e senza l’acqua, che arriva una volta a settimana con la nave cisterna. Così come faceva Robinson Crosue, ho capito che non dobbiamo  sprecare niente, nemmeno una spiga di grano o una goccia d’acqua. È capitato anche a me di farmi bastare l’acqua e soprattutto di non sprecarla. Vivendo qui, di sicuro non avrei i privilegi che ho in città ma sento che ne varrebbe la pena.

Pur essendo ancora un bambino, so che le più grandi paure dell’uomo sono l’ignoto e la morte. Personalmente, la morte non mi spaventa e nell’ignoto provo una suggestiva curiosità. Sono perciò attratto dalle emozioni e mi piace vivere su territori diversi come quest’isola, provando tante  intense sensazioni.

La selvaggia vegetazione dell’isola che mi ospita l’ho ritrovata anche nel vicino isolotto di San Nicola, del quale ho visitato il centro storico. È un paesino, a pochi minuti di navigazione da S. Domino, dove il tempo si è fermato e dove i monumenti sono l’espressione di periodi storici lontani tra loro, nel corso dei quali i frati e la chiesa hanno avuto un grande potere. Nonostante l’arretratezza (solo i prezzi sono aggiornati e un piccolo gelato costa tre euro), penso che le caratteristiche di San Nicola contribuiscano a fare di questo borgo un esempio di bellezza e di interesse storico, caratteristiche che non si trovano in tante città.

(1/ continua) 

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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