Mer. Giu 26th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Allevatore del Sud distrutto dalla mala e abbandonato dallo Stato

6 min read
L'allucinante storia di Antonio Fernicola, negli ultimi tempi soccorso dal sindaco e dalla Chiesa
di Barbara Ruggiero

Quella di Antonio Fernicola (nella foto con il vescovo Spinillo) è la storia di un allevatore vessato, che dal 1998 finisce nel mirino della criminalità con una serie di episodi incresciosi che culminano in un tentato omicidio.
Siamo a Buccino, piccolo centro agricolo del salernitano incastonato tra le province di Salerno e Potenza.
Da sempre allevatore, Fernicola ha un passato in politica, nel Movimento Sociale Italiano come seguace di Giorgio Almirante, e un pezzo della sua giovinezza trascorso come allievo di un ordine monastico a Capo Posillipo. Forte della sua militanza nel Msi, Fernicola fu candidato al Consiglio Regionale nel 1980 e più volte, successivamente, alla Camera dei Deputati, senza mai riuscire ad essere eletto. Fernicola – che si definisce un “mandriano” – è un allevatore 62enne che negli ultimi anni ha subito un numero spropositato di furti e rapine; una serie di episodi che hanno avuto il picco massimo con un tentato omicidio nel 2000 e con il furto dell’intera mandria pochi mesi fa, nell’ottobre 2012. Nell’estate del 2000 l’allevatore fu ridotto in fin di vita con un’aggressione a calci, pugni e bastonate nel garage di casa da parte di due persone. Per tentato omicidio sono state accusate due persone; ma il processo è ancora in corso: il 18 gennaio prossimo è in programma l’udienza di Appello.
«Chiedo solo giustizia» – ci spiega Fernicola nell’illustrarci la sua storia.
Signor Fernicola, partiamo dall’inizio: lei è “nel mirino” da più di dodici anni. Ha subito furti, rapine a ripetizione e perfino un tentato omicidio. Perché?
Ne ho subite di tutti i tipi: tentato omicidio, incendio del fienile con relativo crollo del capannone, furto in casa e, in ultimo, il furto delle mandrie. Ma non è solo questo. Negli anni ho subito una lunga serie di intimidazioni: mi hanno tagliato le ruote dell’automobile, mi hanno rubato uno/due vitelli alla volta, mi hanno fatto trovare delle croci dove solitamente posteggiavo la macchina…
Il perché è presto detto: credo sia riconducibile alla mia professione. Io sono uno che culturalmente e moralmente sfida la criminalità e io so di un piano criminale di allevatori delinquenti che sta distruggendo tutti i lavoratori onesti in modo da avere la strada spianata e di sopravvivere senza problemi.
Quindi lei sostiene che anche il tentativo di ucciderla sia da far risalire al piano criminale di cui parla?
No, in realtà, come si legge anche nelle motivazioni della sentenza di condanno di primo grado per quel gesto, io avevo scoperto un’attività di estorsione degli imputati. E non ero stato zitto sull’argomento. Anche perché tutto questo era strettamente collegato all’unico errore sentimentale della mia vita.
Il tentato omicidio ai suoi danni fu un evento che scosse l’intera comunità. Lei ricorda qualcosa di quell’aggressione?
Io sono stato in coma dopo quell’episodio. Era la sera del 16 luglio, alle 23.20 circa. Io rientravo da Zuppino, dove ero stato per la festa della Madonna del Carmine. Scesi dalla macchina nel garage e fui aggredito da due persone con calci, pugni e bastonate. Non ricordo più nulla perché svenni quasi subito. So solo che mio fratello mi trovò esanime nel garage e mi portò in ospedale, dove finii in rianimazione. Non riconobbi i miei aggressori sul posto ma non ho mai avuto dubbi sulla loro identità. Sono salvo perché credevano di avermi ucciso e se ne andarono lasciandomi a terra. Queste persone non sono mai state punite: c’è una sentenza di primo grado che condanna a sei e a sette anni i due imputati. Ma l’iter processuale non si è ancora concluso. Per questa settimana è attesa un’udienza di Appello. Intanto sono passati dodici anni e tra due anni il reato va in prescrizione. Io, intanto, da allora sono stato costretto a cambiare vita…
Cosa si aspetta dall’udienza di Appello?
Chiedo semplicemente che venga fatta giustizia. Io ho deciso: se il 18 gennaio rinviano l’udienza mi inginocchio davanti ai giudici per chiedere giustizia. Sono un cittadino con dei valori, ma devo ammettere con amarezza che in tutti questi anni le istituzioni mi hanno strappato di mano la Costituzione. Il problema è che oramai non si va in galera, c’è l’impunità oltre che un vero e proprio vuoto di legalità. Credo che la mancanza di certezza della pena sia una responsabilità molto grave di tutti i legislatori.
Torniamo alla sua storia: dopo l’ultimo furto, che risale allo scorso mese di ottobre, lei è finito sul lastrico e ha chiesto aiuto alle istituzioni.
Una serie di eventi delinquenziali hanno determinato questa situazione. A questi aggiungiamo un alluvione del 2010 che ha colpito duramente i miei allevamenti. Io contavo su un prestito per riprendermi del tutto in vista della prossima primavera. Ma ora come si fa se mi hanno rubato tutto? Ho scritto allora al sindaco una lettera in cui gli ho chiesto di non lasciarmi solo e ho inviato lettere anche alle maggiori istituzioni italiane per chiedere solo e semplicemente giustizia. “Qualcuno ascolterà questo grido di dolore”, mi sono detto più volte.
Chi le ha risposto? Chi ha ascoltato finora la sua storia?
A livello locale sta per nascere un comitato per smuovere semplicemente la solidarietà. Ho inviato, in passato, anche un dossier al presidente della Repubblica e poi sia a Fini che a Gasparri, che sono miei vecchi amici. Purtroppo non ho ricevuto alcuna risposta. Io onoro Fini in nome di una vecchia amicizia ma lui mi disonora senza rispondermi; la stessa cosa vale per Gasparri. Noi facemmo tanto per portarli al governo: volevamo un’Italia pulita. Invece loro hanno portato l’esatto contrario: miseria e distruzione. In questi anni io ho trovato le porte sbattute in faccia con una insistenza incredibile, a cominciare dal nostro presidente della provincia Cirielli. Posso dire con certezza che ho incontrato una insensibilità umana che mi ha lasciato terrorizzato nelle istituzioni.
Lei parla di insensibilità delle istituzioni ma non smette di cercare e chiedere giustizia. La sensazione è che, nonostante le cocenti delusioni, lei non abbia perso la fiducia nelle istituzioni. È così?
Io onoro le istituzioni; purtroppo oggi sono le persone stipendiate dalle istituzioni che le disonorano. Più di una volta, dopo gli innumerevoli furti, tutti mi hanno consigliato di rivolgermi direttamente ai delinquenti. Io rispondo di no. Io voglio le istituzioni, voglio che siano loro a ridarmi giustizia. Credo profondamente nei valori civili, morali e in una sfida culturale alla delinquenza. E queste mie idee negli anni le ho pagate care.
Ma la vicinanza delle persone comuni non tarda ad arrivare. A breve nascerà un comitato di solidarietà nei suoi confronti. Forse è più facile chiedere aiuto alle persone che alle istituzioni.
Loro mi sono stati vicini anche in passato. Il comitato che sta per nascere sarà presieduto dal Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, monsignor Pasquale Cascio. Non avrei mai immaginato di dover chiedere elemosina e solidarietà; ma la chiedo alla luce del sole.
Si è mai sentito solo?
Mi manca la presenza dello Stato e di quello che una volta era il mio partito. Manca chi aveva l’obbligo di rispondere “presente”, quelli che stanno dal comune in su che, guarda caso, sarebbero stati della mia stessa parte politica. Le istituzioni avevano l’obbligo morale e civile di darmi una risposta; una risposta fa parte dell’impegno preso con il popolo italiano e con me. Lo ammetto: sono scandalizzato da questo comportamento. Ma posso constatare anche che quelli oramai non sono ruoli di governo ma di potere.
Pensiamo al futuro: alla luce della sua storia, quale messaggio possiamo lanciare ai giovani?
Io da giovane ero un idealista. Li invito a scoprire i valori della civiltà contadina di una volta e i valori cardine del rispetto per i genitori, della buona educazione… Suggerisco loro di amare i valori morali che oggi, purtroppo, ci sogniamo; e chiedo ai giovani di trasformarli in valori reali. Cambiate l’Italia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *