Mar. Ago 20th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Amare è novità del Dio-con-noi, meraviglia di scoprire l’altro

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di Luigi Rossi
di Luigi Rossi

soleraggiLa nota dominante della liturgia di questa domenica è l’aggettivo “nuovo”. L’Apocalisse parla di “un nuovo cielo e una nuova terra … la nuova Gerusalemme”, mentre l’Agnello proclama “ecco io faccio nuove tutte le cose”. Il passo del vangelo riferisce del “comandamento nuovo” di Gesù; nella prima lettura si fa riferimento alla fondazione di nuove chiese. È la novità finale del Dio-con-noi “che festeggerà ogni lacrima dagli occhi nostri”. Essa va costantemente preparata attraverso il travaglio dell’ora presente.
La novità che traspare dalla lettura del vangelo di questa settimana non è nel fatto che viene indicata la quantità di amore che si deve nutrire per l’altro, ma il modello da seguire: essere capaci di amare come Gesù, il quale ha dimostrato di sintetizzare la sua persona nell’essere esclusivamente amore per l’altro.
L’amore è nuovo proprio perché presenta sempre il carattere di novità al contrario dell’egoismo, dell’indifferenza, della vendetta, dell’odio, della violenza che implicano fatti ripetitivi, cose vecchie. L’amore, invece, costituisce sempre un elemento di sorpresa. Esso deve essere modellato sull’amore di Cristo: si traduce nel dono di sé, nell’essereperglialtri. Infatti, non dona cose ma se stesso. È sempre gratuito: inutile cercarne la causa nelle nostre qualità nostre; è il comportamento di Dio, che fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi.
È nuovo perché creativo, rigenera tutti noi, infatti non ama perché siamo buoni, ma è il suo amore che ci fa buoni, al contrario della nostra capacità di amare che è solo reattiva, nel senso che ci lasciamo condizionare dai comportamenti altrui, quindi più che proposta, è una risposta.
L’amore è la chiave di lettura di tutto il messaggio cristiano, senza di esso tutte le altre parole del vangelo perdono significato. Non basta l’amore che si sente dentro: è la persona interessata che deve sentire di essere amata.
Orbene, non c’è parola più abusata che amore. Sovente è confusa con un mero sentimento, con un’azione di solidarietà; in realtà amare supera ogni gesto singolo per indicare innanzitutto che si è scoperto l’altro, capace di generare in me un brivido di curiosità. L’attesa di una relazione corrisposta si trasforma nell’evento capace di mutare radicalmente la mia vita. Amare significa guardare l’altro con gli occhi di Dio, impegnarsi a scoprirne bellezza e unicità, esperienza che determina in me un senso di meraviglia per ciò che mi attendo.

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