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Amato jr, i Del Mese, la moglie, Piero De Luca e il tesoro di famiglia

Amato jr, i Del Mese, la moglie, Piero De Luca e il tesoro di famiglia
di Gigi Casciello

Un vorticoso giro di soldi, una famiglia che si sbriciola prima nel patrimonio e poi nei rapporti, matrimoni e vite che hanno fatto crack prima ancora di un’azienda che appena sei anni fa era lo sponsor della nazionale di calcio di Lippi e Cannavaro che vinse i mondiali di calcio.
C’è questo e di più nell’interrogatorio di Giuseppe Amato junior (foto) che di fonte al sostituto procuratore Vincenzo Senatore, il 26 settembre si è presentato anche con due memoriali: 26 pagine in tutto, uno di 14 e l’altro di 12 pagine. L’uomo è ferito, mortificato dal trasferimento in carcere dopo la revoca dei domiciliari, ed assistito dall’avvocato Carmine Giovine, parla di tutto e non risparmia nessuno. Fino a tirare in ballo anche Piero De Luca, il figlio di Enzo De Luca , sindaco di Salerno. E la storia che racconta è di quelle che rischiano di far saltare il banco della politica non solo salernitana. Così ieri mattina, Cronaca-Roma, l’edizione salernitana del più antico quotidiano del Mezzogiorno, diretto da Tommaso D’Angelo, riportava i dettagli dell’interrogatorio provocando un doppio travaso di bile: al sindaco De Luca che appena letta la notizia ha lasciato Palazzo di Città per tornarvi solo nel tardo pomeriggio per un convegno su Giovanni XXIII e agli altri giornali locali che della notizia non hanno fatto cenno. “Ricordo perfettamente che Mario Del Mese mi raccontava di viaggi in Lussemburgo per raggiungere Piero De Luca, al quale Piero portava soldi da versare sul conto in Lussemburgo, proventi della Ifil”, scrive Cronaca-Roma riportando i passi dell’interrogatorio di Amato junior. “Tali viaggi venivano effettuati tramite l’agenzia Amavebo”, continua Giuseppe Amato juner, “Chiaramente non troveremo mai, secondo me, nelle carte di Amavebo un viaggio diretto da Roma a Città del Lussemburgo, però se vediamo Rotterdam, treni, secondo me li troviamo, almeno due io ne ricordo”. Il sostituto procuratore chiede per quale motivo Mario Del Mese avrebbe dovuto portare i soldi della Ifil a Piero De Luca in Lussemburgo Ee perchè in Lussemburgo. Questa la risposta di Amato: “Posso riferire che una volta Mario Del Mese mi riferì che Piero De Luca in realtà era un socio occulto della Ifil, mentre lui stesso era rappresentato da suo cognato. I soldi erano, secondo me e mi pare che mi abbia riferito così, proventi della Ifil dalle attività, che sempre Mario Del Mese mi diceva di avere la Ifil in svariate delle opere che Comune sta realizzando. In Lussemburgo perché esercita o esercitava la sua professione di avvocato”.  Fatti e circostanze che Amato avrebbe appreso da Mario Del Mese: relata refero, ho sentito, mi è stato detto….Spetterà ora alla Procura trovare gli eventuali riscontri.
Giuseppe Amato parla poi dei rapporti con il sindaco De Luca. “Ricordo che noi cercavamo un ingegnere a cui affidare l’incarico di direttore dei lavori per l’Amato Re. La scelta cadde su Delle Femine  su consiglio del sindaco De Luca. Io indicai un altro nome, altri ne furono fatti. Fu scelto Delle Femine anche perché mostrò una maggiore disponibilità a venire incontro alle nostre esigenze”. Il rampollo di casa Amato aggiunge poi che De Luca non ha mai fatto pressioni di alcun genere né richieste. Sull’’ex parlamentare Paolo De l Mese si lancia invece in un’interpretazione che ora la Procura dovrà valutare se azzardata: “Lo disse Paolo Del Mese in ufficio a mio nonno con me presente, che in occasione delle elezioni politiche non le ultime, Paolo Del Mese era, se non ricordo male, candidato per l’Udeur con lo schieramento di centro-destra, per esempio c’era un accordo – lo disse Paolo – fra lui e il sindaco De Luca affinché i voti nominali a lui, si può fare il voto disgiunto, fossero poi accompagnati con una preferenza come sindaco”. E qui scatta l’interpretazione: “Secondo me il messaggio che Paolo Del Mese vuole dare è al sindaco di Salerno e al Presidente Mussari (Mps) e non so più a chi, “vedete che io so tante cose, come racconto questo posso raccontare dell’altro, quindi datemi una cosa di soldi. Altrimenti parlo”.
Ma è sempre intorno alla figura di Mario Del Mese che ruotano i memoriali e le dichiarazioni di Giuseppe Amato junior. E sono parole cariche di risentimento, comprensibile visto che come lo stesso Amato junior ha rivelato in precedenti interrogatori, Mario Del Mese avrebbe avuto una relazione con la moglie. “Per conquistare mia moglie”, racconta Amato, “Mario Del Mese raccontava dei suoi rapporti importanti, del ruolo della Ifil, delle entrature al Comune di Salerno. Questi i fatti raccontati da Cronaca-Roma.
E’ evidente che Giuseppe Amato junior sia stato un fiume in piena, che abbia raccontato di tutto e di più: dal pagamento degli oneri di urbanizzazione per il centro residenziale che sarebbe dovuto nascere al posto dell’ex pastificio, ai soldi che nonno e zio avrebbero fatto rientrare prima dello “scudo fiscale”, su dove sarebbe nascosto il presunto tesoro di famiglia, dall’amarezza per essere stato abbandonato dalla famiglia, alla possibilità di recuperare il suo matrimonio. Di fronte al magistrato è arrivato un giovane uomo provato, segnato da una vita che avrebbe potuto spendere meglio ma anche carico di un livore che produce accuse che rappresentano una sorta di babele dove dentro ci sarebbe tutto: la politica, gli affari e gli amori. Abbastanza per una telenovela di provincia, sufficiente per dar vita a qualche processo di piazza, forse troppo poco per spingere oltre un’inchiesta che per il momento non può andare oltre l’ipotesi di bancarotta. Ultimo atto di una gestione imprenditoriale che ha iniziato a mostrare i propri limiti, e le voragini nei conti, quando non ha saputo o voluto passare dalla lunga e gloriosa stagione familiare a quella manageriale.

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Commenti (3)

  • vincenzo de salvatore

    Non entro nel merito delle vostre scelte editoriali (tra l’altro I Confronti hanno ben due direttori, entrambi molto esperti), ma vi rendete conto che è assurdo dare tutto questo spazio alla cosiddetta questione morale legata al deluchismo quando basterebbe dare uno sguardo alle cronache quotidiane per verificare la “potenza” ineguagliabile del “ciriellismo” nel catalizzare certe persone…. Da quelle parti potreste trovare argomenti molto più forti e giornalisticamente interessanti… Perché non fare un’inchiesta sul centrodestra di Cirielli nell’Agro nocerino-sarnese?

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