Amsterdam, il tempo (e il luogo) della gioia di vivere

Amsterdam, il tempo (e il luogo) della gioia di vivere
di Angelo Giubileo

amsterdam2Destinazione “mitica” del mio viaggio estivo è stata Amsterdam. Il nome è Amster-dam (diga), ovvero diga sul fiume Amstel. Soprattutto per i giovani, la capitale dell’Olanda rappresenta un mito per tre motivi principali: il suo quartiere a luci rosse (De Wallen), i coffee shopsin cui si vendono legalmente sia la marijuana che derivati della cannabis e la tolleranza che come unica regola regna sovrana.

Ma il mito della mia Olanda è all’apparenza un po’ più complesso e intricato.

Che cos’era l’Olanda prima di Guglielmo I d’Orange (1533-1584), sepolto a Delft, ad Amsterdam e in Olanda è difficile scoprirlo. Egli affrontò decisamente gli spagnoli colonizzatori, riuscendo nell’impresa di conquistare sul territorio le prime forme di governi autonomi. Le ostilità, come per l’Europa intera di allora, si conclusero con la pace di Vestfalia (1648), che sancì anche l’indipendenza delle Province Unite dei Paesi Bassi olandesi e quindi la nascita dell’Olanda. La curiosità, in proposito, è che gli olandesi non vi parleranno della famosa guerra dei Trent’anni (1618-1648). Per loro, trattasi della guerra “degli Ottanta anni”, che ha inizio e fine con la propria liberazione.

Il Museo di storia nazionale (Rijkmuseum) rappresenta innanzitutto un omaggio, che può apparire perfino esagerato, ai maestri dell’arte fiamminga (1584-1702), gloria e vanto del paese. E ancora, il museo contiene una notevole collezione di opere d’arte asiatica oltre che argenti e porcellane bianche e blu di Delft.

Dunque si potrebbe anche dire, ed uso il condizionale perché il racconto è solo all’inizio: né dei né leggi. Nonostante che L’Aja, per gli olandesi Den Haag, ospiti la Corte internazionale di Giustizia, la Corte Penale Internazionale, il Tribunale Internazionale per l’ex Jugoslavia ed altre organizzazioni simili. E sarà stato, forse, perchè il famoso giurista Ugo Grozio (Huig Van Groot) nacque a Delft nel 1583, e in Olanda si adoperò principalmente per gettare le basi del diritto internazionale dell’epoca, basato su principi di diritto naturale.

Ma il mito, internazionale, dell’Olanda nasce con la “tulipanomania” e il conseguente crollo finanziario (1637) che investì  soprattutto l’Europa e gli europei: primo episodio ben documentato di crisi finanziaria internazionale. Ma, si sa, gli olandesi sono essenzialmente un popolo di mercanti. Il fatto principale, piuttosto risaputo, lega il destino del paese, anzi dei Paesi Bassi, alla navigazione ed al commercio della Compagnia Olandese delle Indie orientali e secondariamente alla Compagnia Olandese delle Indie occidentali. La prima, più ricca, attiva nei territori delle colonie dal 1602 al 1800.

Gente di mare, dunque. Oggi, dopo la costruzione di una diga a nord di trenta chilometri, confinante con il mare del Nord. Pittori e giuristi, ma soprattutto esperti di navigazione e di commercio. Non solo di tulipani, quanto piuttosto di diamanti. A tale proposito, basti infatti un solo dato significativo: la produzione di diamanti “olandesi” rappresenta oggi circa la metà dell’intero fatturato mondiale.

In natura, il diamante si presenta in forma più propriamente tetraedrica o piramidale e rappresenta senz’altro l’elemento, naturale, che possiamo definire il più puro (clarity) esistente. Per inciso, sia detto che quattro sono i parametri per apprezzare un diamante: clarity (purezza), colour (colore), cut (taglio), carat (caratura). In relazione al racconto mitico dell’inizio, la Terra è un dodecaedro e, nella versione di Pitagora, il tetraedro, che ne fa parte, rappresenta l’elemento originario (archè) simbolico del fuoco, nell’Atharva-Veda il fenomeno che scaturisce dall’azione dei bastoncini che appartengono all’asse del mondo (G. De Santillana).

Orbene, pare che i diamanti siano stati scoperti per la prima volta in India circa 6.000 anni prima dell’era cristiana. L’accostamento della loro forma alle piramidi egizie è allora solo un caso? Può essere che un mito di ottomila anni fa si sia trascinato nel tempo fino ad oggi? E, se sì, di quale mito in fondo si tratterebbe?

Il più antico, il mito indiano di Krsna anticipa e sovrasta il mito diverso, poi anche cristiano, della struttura cosmica che per gli Indiani si ripete sempre uguale a se stessa, in maniera ciclica, così com’è ben figurato anche dall’apeiron di Anassimandro; senza invece che un eroe o un dio giunga una volta per tutte a portare la salvezza.

La funzione di Visnu è invece quella di fare ritorno a intervalli di tempo fissi … Da dove infatti gli esseri hanno l’origine, ivi hanno anche la distruzione, secondo necessità: poiché essi pagano l’uno all’altro la pena …

Ad Amsterdam e in Olanda, è ancora così. Il tempo scorre uguale, nel presente, e l’unica occupazione è quella di pagare l’uno all’altro la pena, che, detto in altri termini, è poi viceversa la stessa gioia di vivere.

 

redazioneIconfronti

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