Anatema del Cardinale Sepe: il crimine ruba il futuro ai nostri figli

l43-110521165838_big«Il lavoro che non c’è o si perde crea il rischio di spingere le persone, e i giovani in particolare, in mano alle mafie». E’ l’allarme rilanciato dal cardinale di Napoli, Crescenzo Sepe, nell’omelia del Pontificale di Sant’Agata pronunciata oggi a Catania. Il cardinale invita a «lottare contro le leggi blasfeme e vergognose, della prepotenza, del malaffare e della violenza per difenderci dalle strutture malefiche e arroganti, come la mafia, la camorra, l’illegalità e le ingiustizie che sembrano dilagare». «Di fronte alla vastità del lavoro che manca o si perde – afferma ancora il cardinale Sepe – non possiamo non guardare ai nostri giovani che non soltanto sentono precluso l’avvenire, ma corrono il rischio reale di essere catturati da chi contrabbanda le proprie trame di morte con forme di protezione, espresse con lusinghe, danaro e incarichi di lavoro, ma che è un lavoro che puzza di carcere, se non di sangue e di morte. In realtà queste consorterie del crimine – osserva l’arcivescovo di Napoli – non fanno altro che rubare il futuro ai nostri giovani e alla nostra gente. Ma noi non ci arrendiamo, non ci lasceremo raggiungere dal pessimismo. E’ come se accettassimo passivamente il foglio di sfratto che viene da questi sistemi del male, che non attendono altro che il male dilaghi».

m.amelia

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