Ance e sindacati ai sindaci: se muore l’edilizia, va ko il Paese

Ance e sindacati ai sindaci: se muore l’edilizia, va ko il Paese

Un Patto di settore per arginare la crisi, riavviare la crescita e condividere percorsi e obiettivi. È questa la proposta che l’ANCE Salerno e i sindacati di categoria lanciano assieme a tutte le istituzioni politiche salernitane.
Dopo la presentazione della cabina di regia sul mondo dell’edilizia della scorsa settimana, cominciano gli incontri organizzati dall’associazione costruttori e dai sindacati di categoria con lo scopo di trovare una soluzione alla crisi che da tempo affligge il settore dell’edilizia.
Sabato 26 gennaio alle ore 10 presso l’Hotel Mediterranea di Salerno ci sarà il primo incontro per definire una strategia congiunta che consenta di avviare azioni volte a rilanciare un settore, quello dell’edilizio, che nella realtà della provincia di Salerno incide per quasi un quinto del prodotto interno lordo.
I promotori della cabina di regia, presentata la scorsa settimana presso la sede dell’associazione dei costruttori a Salerno, hanno inviato una lettera-invito a tutte le istituzioni territoriali.
«Un territorio – hanno scritto Antonio Lombardi (foto), presidente dell’Ance Salerno, Luigi Ciancio della Feneal Uil, Ferdinando De Blasio della Filca Cisl e Luigi Adinolfi della Fillea Cgil – diventa forte e competitivo solo se i governi locali, con unità di intenti, assumono, con concretezza, il ruolo che compete alla Politica dando risposte serie e concrete alle richieste che pervengono da un intero comparto».
L’obiettivo delle iniziative congiunte tra sindacati e associazione costruttori è quello di richiamare la classe politica alle proprie responsabilità nella pianificazione di strategie in grado di «incidere positivamente nelle dinamiche produttive soprattutto in un momento così particolare di recessione» – hanno scritto i firmatari della lettera.
«Lo sviluppo ed il benessere di un territorio – si legge ancora nella missiva – non possono prescindere dal recupero e dalla riqualificazione del patrimonio architettonico e ambientale e dal rilancio delle Infrastrutture. Occorre lavorare organicamente su tematiche importanti, quali l’allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità, le difficoltà di accesso al credito, la programmazione dei finanziamenti Europei per le annualità 2007-2013 e 2014-2020 ridefinendo, nel più breve tempo possibile, una nuova strategia di sviluppo e rilancio del settore. Abbiamo bisogno di ritrovare lo spirito che nel dopoguerra ci ha condotti alla ricostruzione e al boom economico, dobbiamo assolutamente evitare che altri posti di lavoro persi si trasformino in drammi familiari e sociali».
La proposta è partire da quanto può essere immediatamente cantierato: « Ci sono tante infrastrutture, ferme per una miriadi di motivi, che sono cantierabili in tempi rapidi».
La lettera si conclude con un appello a sindaci, politici e rappresentanti istituzionali affinché partecipino all’evento di sabato 26 gennaio, anche in vista di «una manifestazione che intendiamo programmare entro la prima decade di febbraio per ricordare a tutti che “Se riparte l’edilizia, riparte lo sviluppo – Se muore l’edilizia muore il Paese”».

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Barruggi

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