Lun. Giu 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Anche a Salerno, quarant’anni fa…

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di Ernesto Scelza

Ernesto Scelza

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Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Anche a Salerno, il 12 e il 13 maggio di quarant’anni fa chi intendeva abolire la legge sul divorzio con un Referendum fu sconfitto. L’italia si apriva alla modernità e Salerno si lasciava alle spalle un periodo cupo della sua storia. Che aveva visto il boom economico del dopoguerra piegato alle logiche di potere, lo sviluppo dei ‘poli’ servire a rafforzare un blocco sociale retrivo. Clericale e di destra. La stessa esplosione della contestazione giovanile, mentre tentava la saldatura con i settori storici e dinamici del movimento dei lavoratori, era stata costretta ad una battaglia di retroguardia: contro la repressione di Stato e l’insorgere di un neofascismo aggressivo. Per anni i giovani dei movimenti erano stati costretti a difendere gli spazi minimi della loro agibilità politica e culturale. E a Salerno una scia di sangue rischiava di affogare le utopie di rinnovamento delle giovani generazioni. Poi, d’improvviso, all’annuncio della vittoria dei sostenitori della legge sul divorzio, questi giovani, ma soprattutto ‘queste’ giovani si ritrovarono in piazza a riprendersi la città con canti e slogan felici. Una nuova era si apriva, che avrebbe segnato con le battaglie femminili l’ingresso di Salerno e dell’Italia nei ‘tempi nuovi’. Il mutamento dei costumi sessuali, la libertà come conquista di individui, di ‘persone’, il riscatto definitivo del corpo: rimangono il segno della rivoluzione degli anni settanta. Il mondo cattolico accolse il confronto e lo scontro al suo interno: il segno ‘eversivo’ del Concilio Vaticano II. Mai più integralismi, mai più i cattolici ‘collaterali’ ad un partito politico. E mai più la vecchia politica. L’avessimo capito fino in fondo, allora, ci saremmo risparmiati la lunga agonia della Prima e della Seconda Repubblica.

I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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