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Anche ad Harvard vige il “copia e incolla” ai test di ammissione

Anche ad Harvard vige il “copia e incolla” ai test di ammissione
di Vincenzo Pascale (da N.Y. City)

Essere ammessi in una università Ivy League Americana equivale ad assicurarsi al termine del corso di studi magistrali un ottimo lavoro ma soprattutto avere la strada spianata per l’accesso ai maggiori corsi graduati delle università americane. L’ammissione in una Ivy League non è affatto facile. La competizione è altissima e gli studenti americani devono, oltre ad avere un ottimo curriculum, superare con un punteggio elevato il famigerato SAT Test (Scholastic Achievement Test), una selezione basata sulle qualità logico matematico e linguistiche degli studenti delle scuole superiori. L’esame può essere sostenuto due volte al termine del terzo anno delle superiori o al termine del quarto anno (le scuole superiori negli Stati Uniti sono di quattro anni). Il massimo punteggio ottenibile nelle tre prove è di 1600, per l’accesso ad una Ivy League bisogna raggiungere almeno la quota di 1500 punti. Tale esame non è affatto facile e le famiglie degli studenti si impegnano privatamente a far frequentare ai loro figli corsi extrascolastici per migliorarne le qualità logico matematiche e linguistiche in vista del tanto temuto esame.
Se l’esame SAT è a prova di manipolazione, tanto che i risultati sono verificati e comunicati individualmente agli studenti da parte di una agenzia privata vigilata dal governo USA, diverso è invece il caso degli studenti che frequentano le Ivy League. Considerati tra le menti più brillanti della nazione, destinati a carriere stellari in politica, nel mondo della ricerca o dell’impresa, questi studenti modello, non sfuggono affatto al richiamo delle scorciatoie educative sopratutto quando si tratti di presentare gli elaborati per gli esami finali. Essi in genere sono strutturati in due fasi: una parte si svolge in aula, nella seconda parte il docente permette agli studenti di svolgere l’elaborato a casa e di consegnarlo entro una data da lui fissata. E qui non sempre l’intelligenza si coniuga con l’onestà. È recente, ma non è l’unico il caso di alcuni studenti di Harvard del corso di scienze politiche che hanno presentato degli elaborati finali non “autentici” bensì messi insieme attraverso un “copia e incolla” di scritti disponibili su Internet. Una volta scoperti, l’accaduto ha scosso profondamente l’ambiente ovattato di Cambridge, Massachussets, sede della Harvard University. Gli studenti sono stati verbalmente richiamati dal Dean dell’University. Rischiano una ammenda, oppure un richiamo ufficiale da parte del Rettore. Più in là sarebbe difficile andare. Verrebbe intaccata la stessa reputazione dell’Università che avrebbe scelto di avere tra i suoi studenti ragazzi di dubbia moralità. Passata la bufera, ai docenti verrà chiesto di vigilare maggiormente sulle modalità di assegno degli esami finali, magari evitando la diffusa pratica americana del take home exam.

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