Mer. Set 18th, 2019

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Anche evasione fiscale alla Deiulemar: sequestrati beni per 40 milioni

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Dividendi percepiti in maniera occulta, dal 2005 al 2008, dai soci effettivi attraverso società estere

Sequestrate disponibilità bancarie e beni immobili appartenenti ai soci fondatori della Deiulemar per un importo di circa 40 milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e scaturisce da una ingente evasione fiscale internazionale accertata attraverso una verifica effettuata nei confronti di una delle società del Gruppo, la Deiulemar Shipping Spa, ora in fallimento.
I dividendi dell’azienda, stando a quanto verificato dalle Fiamme Gialle, sono stati percepiti in maniera occulta dal 2005 al 2008 dai soci effettivi attraverso la interposizione fittizia di società estere. L’ammontare dei dividendi sarebbe di circa 216 milioni di euro.
Nell’ambito di un’attività di verifica fiscale compiuta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli è stato accertato che i dividendi prodotti dalla Deiulemar Shipping spa venivano fatti confluire, attraverso più passaggi, in varie società estere – Lussemburgo, Irlanda e Portogallo – facenti capo a trust costituiti in cosiddetti “Paradisi fiscali”, riconducibili ai membri di ciascuna delle citate famiglie, i quali hanno così beneficiato dal 2005 al 2008 della occulta percezione di complessivi 216 milioni di euro.
L’operazione costituisce uno sviluppo dell’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, relativa al crac della Deiulemar Compagnia di Navigazione Spa nata dall’emissione di obbligazioni extrabilancio per oltre 800 milioni di euro.
L’indagine, nello scorso luglio, aveva portato a nove misure cautelari personali (cinque in carcere e quattro agli arresti domiciliari) nei confronti di altrettanti membri delle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo, per una serie di reati, tra cui associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, raccolta abusiva di risparmio, false comunicazioni sociali e riciclaggio. Nell’occasione furono già sequestrate dieci imbarcazioni del valore complessivo di circa 291 milioni di euro e il complesso alberghiero “Sakura” di Torre del Greco, del valore di circa 28 milioni di euro.

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