Anche il sito del colosso Bild diventerà a pagamento

Anche il sito del colosso Bild diventerà a pagamento

bild.750Il sito della Bild, il quotidiano più venduto in Germania, diventerà in parte a pagamento. La notizia viene direttamente dal portavoce della casa editrice Axel Springer, che anticipa alcune novità del progetto che sarà presentato ufficialmente la prossima settimana.
Dopo le notizie emerse nei giorni scorsi e relative alla crisi del tabloid più acquistato dai tedeschi, oggi arriva la notizia dei contenuti on line a pagamento.
Il direttore del giornale, Kai Diekmann ha passato l’ultimo anno nella Silicon Valley a caccia di idee innovative per il giornalismo del futuro.
L’idea, che verrà presentata ufficialmente la prossima settimana, è di riservare tutte le notizie agli abbonati e di fornire solo alcune notizie in versione free, e cioè “aperte” al pubblico dei non abbonati. Si tratta di un tentativo di tastare il polso della situazione: il giornalismo on line può guadagnare solo con la pubblicità? O può contare anche sugli abbonamenti?
«Se avremo successo con il nostro modello – ha spiegato il portavoce della casa editrice -, per il settore della stampa quotidiana vorrà dire che c’è una chance anche per l’on line di guadagnare non solo con la pubblicità».
La conversione all’abbonamento dell’informazione on line della Bild è diversa rispetto alla scelta effettuata qualche tempo fa dal quotidiano tedesco Die Welt che fa parte sempre del gruppo Springer. Sul portale welt.de si può avere accesso libero a tutti i contenuti ma solo per un numero limitato di articoli al mese, superato il quale occorre pagare per continuare a leggere i contributi dei giornalisti.
La Germania si interroga da tempo sugli introiti del giornalismo on line. Recentemente alcuni siti di grandi media come la Sueddeutsche Zeitung e lo Spiegel avevano pubblicato sulle loro homepage un banner che invitava gli utenti a non usare applicazioni che bloccano automaticamente la pubblicità sui portali visitati. In questo modo – hanno spiegato direttamente agli internauti i responsabili dei siti in questione – si tolgono fondi al giornalismo di qualità.

(b. r.)

Barruggi

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