Lun. Giu 17th, 2019

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Anche l’Italia piange Gore Vidal, lo scrittore anti-potere

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E' morto a Los Angeles, Gore Vidal (nella foto) romanziere, sceneggiatore, politico e commentatore. Aveva 86 anni. Il grande pubblico lo conobbe nel 1948 con La statua di sale, romanzo nel quale si parlava per la prima volta, nella puritanissima America, di omosessualità. Per il cinema ha scritto le sceneggiature di Ben Hur, di Improvvisamente l'estate scorsa e di Dimenticare Palermo di Francesco Rosi. Ed è apparso nel film Roma di Fellini, Gore Vidal era da tempo malato e viveva da solo nel suo appartamento di Los Angeles da quando aveva abbandonato l'Italia dove aveva vissuto a Roma e soprattutto a Ravello nella sua famosissima Colombaia. Decise di tornare a Los Angeles, dove fino alla fine gli è stato vicino un nipote, quando venne a mancare il suo compagno di vita, Howard Austin. Vidal è noto però anche per il suo costante attivismo politico, che lo portò nel 1960 a candidarsi al congresso per il partito democratico nello Stato di New York. Nuovo tentativo nel 1982, nelle primarie del partito democratico, quando arrivò secondo tra nove candidati. Negli ultimi anni aveva maturato toni molto critici nei confronti dell'America, del suo ruolo del mondo, in particolare nei confronti dell'amministrazione Bush di cui contestava la linea "espansionista", più o meno esplicita. Accusa il gruppo di potere, legato alla famiglia Bush, di puntare al controllo del petrolio dell'Asia centrale. E scrisse, iscrivendosi di fatto al "partito" dei complottisti, che gli attentati dell'11 settembre giustificarono i progetti di invasione dell'Afghanistan. In fondo, scrisse Gore Vidal, l'intelligence statunitense era a conoscenza di un possibile attentato alle Torri gemelle.

E’ morto a Los Angeles, Gore Vidal (nella foto) romanziere, sceneggiatore, politico e commentatore. Aveva 86 anni. Il grande pubblico lo conobbe nel 1948 con “La statua di sale”, romanzo nel quale si parlava per la prima volta, nella puritanissima America, di omosessualità. Per il cinema ha scritto le sceneggiature di “Ben Hur”, di “Improvvisamente l’estate scorsa” e di “Dimenticare Palermo” di Francesco Rosi. Ed è apparso nel film “Roma” di Fellini, Gore Vidal era da tempo malato e viveva da solo nel suo appartamento di Los Angeles da quando aveva abbandonato l’Italia dove aveva vissuto a Roma e soprattutto a Ravello nella sua famosissima Rondinaia. Decise di tornare a Los Angeles, dove fino alla fine gli è stato vicino un nipote, quando venne a mancare il suo compagno di vita, Howard Austin.
Vidal è noto però anche per il suo costante attivismo politico, che lo portò nel 1960 a candidarsi al Congresso per il Partito Democratico nello Stato di New York. Nuovo tentativo nel 1982, nelle primarie del Partito Democratico, quando arrivò secondo tra nove candidati. Negli ultimi anni aveva maturato toni molto critici nei confronti dell’America, del suo ruolo del mondo, in particolare nei confronti dell’amministrazione Bush di cui contestava la linea “espansionista”, più o meno esplicita. Accusa il gruppo di potere, legato alla famiglia Bush, di puntare al controllo del petrolio dell’Asia centrale. E scrisse, iscrivendosi di fatto al “partito” dei complottisti, che gli attentati dell’11 settembre giustificarono i progetti di invasione dell’Afghanistan. In fondo, scrisse Gore Vidal, l’intelligence statunitense era a conoscenza di un possibile attentato alle Torri gemelle.

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