Lun. Set 16th, 2019

I Confronti

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“Angeli” di Pasanisi, un percorso metafisico sulla modernità

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La trama, tra sogni e visioni, si snoda sulle tracce della storia tragica dell'Olandese di Strindberg

Gli angeligliangeli è un romanzo metafisico sulla modernità: varie storie si intrecciano e si intersecano emblematiche e parallele intorno all’Io narrante, costruzioni simbolistiche di un fluire ininterrotto che è onirico e musicale, poetico e lirico insieme, sul filo squisito dell’immaginazione e della follia. I tempi e i luoghi della narrazione, situati su piani diversi, innescano un complesso giuoco di richiami e di nietzscheiani ‘ritorni’, di parallelismi e dissonanze, di algide armonie e di misteriose simmetrie: le storie degli eroi del West, da Geronimo a Billy the Kid, o di romantici cavalieri post-moderni alla Humphrey Bogart, sono rielaborate nella prospettiva leggendaria di una moderna mitologia neo-romantica, trasognati e struggenti mitemi al cuore della modernità.
Sei sono i nuclei tematici principali che possono essere individuati nel ribollente magma narrativo del romanzo, intorno ai quali si aggrumano tutti gli altri: il contrasto manniano fra vita borghese e senso dell’arte scoperto come definitivamente incolmabile; il mito dannunziano della bellezza; il rapporto fra l’uomo e quel luogo tipico della modernità che è la città; la scelta dell’attraversamento della volgarità e dell’orrore della società moderna (in quanto l’artista, appunto, deve attraversarne fino in fondo l’inferno, e farsene lucido testimone); la critica intellettuale e filosofica, di ascendenza pasoliniana e francofortese, della volgarità del mercificatorio mondo governato dal capitale; e il corollario eliotiano che ne deriva, l’impossibilità ivi perpetuantesi dell’amore, ridotto a puro sesso dopo che si è inaridita ogni trepidazione sentimentale.
Il tema dell’angelo – benjaminiano e jimeneziano – è tutt’uno con quello – neoplatonico – della donna-amore, della donna-bellezza e della donna-angelo – ovvero della sua capacità salvifica –, la cui vicenda si snoda – fra sogni e visioni – sulle tracce della storia tragica e generosa dell’Olandese di Strindberg (che riprende e rielabora la vicenda, già wagneriana, dell’Olandese volante): l’Io narrante cerca eroicamente, come l’antico Edipo, la ‘conoscenza di sé’ e la redenzione psicologica dalla ‘colpa’ in una figura di ‘donna salvifica’, intravista e poi inseguita attraverso i meandri – emblemi della modernità – di una banca e di un night.
Gli angeli alternano, in una Mischung suggestiva e poetica, parti narrative a parti saggistiche, che trascolorano visionariamente e per nessi associativi l’una nell’altra. La lingua si sviluppa sinfonicamente – ma per moderne, dodecafoniche dissonanze – a partire dai modelli classici della grande tradizione latina e italiana fino a Manzoni, attraverso un periodare ampio e ipotattico in cui la subordinazione sintattica della frase è il ‘correlativo oggettivo’ della discesa nell’inconscio dell’angelo, ovvero quel tragico viaggio dentro se stessi che è l’edipica, eroica meta dell’Io narrante: è un Italiano di alto profilo, dunque, consapevolmente opposto alla ‘lingua di plastica’ (come è stata chiamata) dei giornali e della televisione, ma anche della maggior parte della narrativa contemporanea – piuttosto ‘para-letteratura’ (come direbbero i Francesi) che letteratura.

dalla Prefazione

«Dietro questa favola di svagate e crudeli avventure individuali avvertiamo però letture ponderose di opere fondamentali di filosofi e sociologi determinati alla critica dell’esistente – l’importante Scuola di Francoforte, con Adorno, Horkheimer, Marcuse – i quali di fronte all’emergere della società del tutto intrinseca al sistema industriale omogeneizzante e consumista, nel sempre più rapido sviluppo della Tecnica, negli apparati statali dittatoriali (Italia fascista, Germania nazista, Russia sovietica) – avevano intuito e descritto la fine dell’uomo come soggetto responsabile e il suo progressivo modellarsi ‘a una dimensione’. La crisi, o piuttosto la catastrofe dello spazio vitale dell’individuo era il nefasto risultato, per quei ‘cavalieri della paura’, di questo uniforme allinearsi alla definitiva capitolazione del pensiero e della fantasia.
Di qui la ricerca di Pasanisi di un punto di rottura delle barriere imposte alla libera scelta dell’esistere, individuato nel viaggio di una favola tormentata e felice verso gli spazi aperti dell’immaginazione. Così la storia di questi Angeli adolescenti, tutta pervasa da una scrittura onirica, abbagliata dalla velocità delle sequenze e dal rapido fluire delle immagini, manifesta a ritroso la volontà di mantenere viva la memoria di sé, di conservare il ricordo della propria individualità attiva e indipendente; ma lo fa con un linguaggio fortemente moderno e insinuante come quello proposto dal montaggio cinematografico e dalle cesure televisive che, frammentando il discorso narrativo in folgoranti o delicate suggestioni iconiche, coinvolgono il lettore / spettatore a partecipare più intensamente all’avventura estetica del nostro tempo.»

dalla Prefazione di Romolo Runcini (Sociologia della letteratura, Istituto Universitario Orientale di Napoli)

Roberto Pasanisi, psicologo, arteterapeuta, italianista, scrittore, editore e giornalista, è nato a Napoli nel 1962.
Già docente di Lingua e letteratura italiana, di Politica e società italiana e di Storia del cinema italiano alle Università di Galaţi, Mosca e Lovanio, già docente e direttore del Master di Psicologia dell’Accademia di Belle Arti “Fidia” di Vibo Valentia, è docente di Storia del cinema e del video e di Teoria e metodo dei mass media all’Accademia di Belle Arti “Fidia”, di alcuni Master di Psicologia clinica, anche A Distanza (on line), direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (del quale dirige anche le Edizioni omonime ed il Corso di formazione in Scrittura Creativa, in sede ed ‘a distanza’), della rivista di poesia e letteratura “Nuove Lettere” e del CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia, dove è analista didatta, direttore dei corsi di Formazione e del “Giornale Italiano di Arteterapia”). Dirige la Scuola di formazione politica “Guido Dorso” e la rivista telematica “Politiké”.
Traduttore di poeti classici e contemporanei (l’ultimo Mario Susko, Mothers, Shoes and Other Mortal Songs), ha pubblicato tre raccolte di versi (la più recente è Sulla rotta di Magellano, prefata da Giorgio Barberi Squarotti), alcuni volumi saggistici (gli ultimi Le «muse bendate»: la poesia del Novecento contro la modernità, Pisa-Roma, I.E.P.I., 2000 e Con le armi della poesia. Antologia della poesia italiana contemporanea, Napoli, Edizioni dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli, 2008; introduzione di Sergio Givone) e circa trecento articoli di psicologia e di letteratura in riviste specializzate italiane e straniere. Si occupa principalmente di psicologia clinica, metricologia (nell’àmbito della quale ha ideato la ‘metroanalisi’) e di psicologia della letteratura; e, come autori, di Lorenzo Spirito Gualtieri, del D’Annunzio del Poema Paradisiaco, di poeti italiani del Novecento (Caproni e Pasolini specialmente), di Mallarmé.
Nel 2002 ha ricevuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la saggistica.
È uscito il suo romanzo Gli angeli. Suoi racconti sono stati pubblicati in riviste letterarie e quotidiani. Collabora come opinionista ad alcuni giornali, con articoli di argomento psicologico, letterario, politologico e sociologico.

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