Home
Tu sei qui: Home » Archivio » Apolito: grave errore identificare Gigli e camorra

Apolito: grave errore identificare Gigli e camorra

Apolito: grave errore identificare Gigli e camorra
di Damocle

“Nelle feste come quella di Nola la scazzottata può scappare”. Sminuisce su quanto accaduto alla festa de’ Gigli Paolo Apolito, docente di Antropologia presso l’Università degli Studi Roma Tre.
“Tafferugli del genere capitano anche al palio di Siena; possono succedere ovunque vi sia l’elemento della sfida” spiega il professore. E sull’appello di don Aniello Manganiello, pubblicato sul blog I Confronti.it, sentenzia: “È eccessivo”.
Perché?
Non credo che si possa fare un’equazione “Gigli” uguale “Camorra”. E proporre l’abolizione della festa è un’esagerazione polemica. Dietro le celebrazioni per San Paolino c’è tanto altro, non si può etichettare l’intera manifestazione semplicemente come “festa camorristica.
Ma la camorra c’entra comunque?
La camorra è un fenomeno della vita quotidiana qui al Sud. E come tutte le organizzazioni criminali tenta di allungare i propri tentacoli ovunque, in tutte le forme della vita sociale. Anche la Chiesa stessa al Sud subisce infiltrazioni camorristiche, non scopro certo l’acqua calda a dirlo. Eppure non ho mai sentito avanzare la proposta di chiudere una chiesa perché lì si è celebrato un matrimonio mafioso-camorristico. Piuttosto don Manganiello avrebbe dovuto risolvere la cosa direttamente con il vescovo, il quale anche quest’anno ha benedetto il rituale d’apertura a San Paolino. Insomma, se la festa non ha più un significato religioso, devono essere gli uomini di Chiesa a spiegarlo a noi laici”.
E come ci si dovrebbe muovere rispetto alla malavita organizzata?
Al Sud avviene questo: da un lato c’è il malaffare, dall’altro la legge e in mezzo c’è una “zona grigia”. Non è un’espressione mia, l’ha coniata Primo Levi. Come nei lager c’erano degli ebrei che collaboravano, in diverso modo, con il nazismo, qualcosa di simile accade nella nostra difficile realtà. Ma non per questo non ricordiamo più la Shoah. Quel che bisognerebbe fare è vigilare per ridurre sempre più questa zona grigia fino ad assottigliarla e indebolirla.
La festa di Nola resisterà a tutto questo?
La festa de’ Gigli è molto forte. Quest’anno sarà al Giffoni Film Festival, ma è andata anche a Lisbona, a Valencia. Non dimentichiamo che Nola vuol dire anche una serie di botteghe artigiane che mantengono l’economia locale, è una città invidiata per le creazioni in cartapesta e con le macchine da spalla, insieme a Palmi (Calabria), rappresenta la vitalità del popolo, di un’intera comunità. Resisterà sicuramente.
(n.t.)

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 141

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto