Appalti a Benevento: 61 indagati, il sindaco “espulso” dalla città

Appalti a Benevento: 61 indagati, il sindaco “espulso” dalla città

Terremoto giudiziario a Benevento, dove stamattina al sindaco Fausto Pepe (Pd) è stata notificata una misura cautelare di obbligo di dimora in un comune diverso da Benevento e sono stati arrestati – tra gli altri – il presidente del Consiglio comunale Luigi Boccalone (PD, già assessore alle Finanze) e il consigliere comunale Aldo Damiano (Lealtà per Benevento, già assessore ai Lavori pubblici). Sessantuno in totale gli indagati, 14 le misure cautelari (4 arresti in carcere, 3 ai domiciliari, 7 obblighi di dimora in un comune diverso da Benevento) emesse dal gip del Tribunale di Benevento ed eseguite oggi dagli ufficiali della pg della Digos della questura tra Benevento, Casal di Principe e San Cipriano d’Aversa (Caserta). Le 14 misure cautelari riguardano pubblici amministratori, funzionari e tecnici del Comune di Benevento, imprenditori locali e del Casertano accusati a vario titolo di aver messo in piedi un “comitato trasversale di affari” per la gestione e il controllo di appalti pubblici e dell’affidamento dei servizi che secondo la Procura «ha determinato un condizionamento e un inquinamento ambientale nelle procedure d’ufficio, con conseguenti riflessi sulla credibilità dell’ente comunale e sulle sue risorse». I reati ipotizzati sono concussione anche elettorale, corruzione, truffa aggravata, turbative di gare, frodi nelle pubbliche forniture, falsità ideologiche, abusi di ufficio e frodi fiscali tramite l’emissione di fatture false per importi rilevanti. In carcere si trova il presidente del consiglio comunale Luigi Boccalone, del Pd. Con lui anche Antonio Cavaliere, imprenditore; Aldo Damiano, consigliere comunale ed ex assessore ai Lavori Pubblici; Giovanni Racioppi, tecnico comunale, e un’altra persona ancora irreperibile. Agli arresti domiciliari si trovano Silvano Capossela, Pietro Ciardiello e Luigi Tedesco, tutti imprenditori. L’obbligo di dimora in un comune diverso da Benevento è stato disposto per il primo cittadino Pepe (Pd) e per Angelo Diana, Andrea Lanzalone, Roberto La Peccerella, Giuseppe Pellegrino, Andrea Scocca, Giuseppe Siciliano e Achille Timossi. La prescrizione per questi ultimi è di presentarsi in Questura per dichiarare il luogo dove ciascuno di essi fisserà la propria abitazione. L’operazione della Digos beneventana, coordinata dal pm Antonio Clemente, è stata chiamata “Mani sulla città”, dal titolo del film di Francesco Rosi. E, come nella pellicola neorealista interpretata da Rod Steiger, lo sfondo è costituito da un intreccio tra politica e imprenditori per la gestione degli appalti pubblici. Tra le persone finite in carcere anche Antonio Cavaliere, imprenditore edile di San Cipriano d’Aversa e cognato dell’ex sottosegretario alle Finanze Nicola Cosentino del Pdl.

m.amelia

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