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Appalti al Viminale, il ministro respinge le dimissioni di Izzo

Appalti al Viminale, il ministro respinge le dimissioni di Izzo

Il vice capo della polizia, Nicola Izzo (foto), ha annunciato le proprie dimissioni con una lettera che sarebbe stata inviata al capo della polizia, Antonio Manganelli, e al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. Il ministro però ha respinto le dimissioni «perché credo che una persona non possa essere giudicata sulla base di un esposto anonimo sul quale non abbiamo ancora riscontri».
Izzo è stato tirato in ballo dalla denuncia anonima di presunte irregolarità negli appalti gestiti dal Viminale. Nicola Izzo, che l’ormai ex presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli aveva premiato come salernitano illustre appena poche settimane fa (è originario di Scafati), è finito nell’occhio del ciclone per presunti affari illeciti al Viminale. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine relativo all’esposto anonimo inviato nelle scorse settimane al Viminale e nel quale si fa rifermento a presunti illeciti nella gestione di appalti e aste per l’acquisto di impianti tecnologici. Il procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, ha affidato l’intero incartamento, trasmesso dal ministero degli Interni, al pool di magistrati che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione. In base a quanto si apprende a piazzale Clodio, per il momento gli inquirenti hanno avviato una serie di accertamenti preliminari, contestuali all’avvio del procedimento di indagine.
“L’esposto, composto da circa venti pagine molto circostanziate”, così come anticipato nei giorni scorsi da Repubblica, “individua come centro dei presunti favoritismi l’Ufficio Logistico diretto fino all’estate scorsa dal prefetto Giuseppe Maddalena. Responsabile delle illegittimità sarebbe il vice capo della
Polizia, Nicola Izzo. Il documento parte con la ricostruzione delle modalità dell’affidamento di appalti a ditte che, in un secondo tempo, per aggirare l’obbligo di ricorrere ai bandi europei per volumi di affari che superano determinate soglie di finanziamento, subappaltano ad altre imprese.
Secca la replica di Izzo. “Io faccio il vice capo della Polizia, mi occupo di sicurezza. Nella gestione degli appalti non c’entro nulla. Sono sereno perché mi trovo ingiustamente accusato di fatti che non mi competono, per giunta in un esposto anonimo”. E aggiunge: “Una volta chi si nascondeva dietro l’anonimato non aveva credito – commenta Izzo – e chi ha costruito questo esposto si è nascosto utilizzando la mail di persone dell’amministrazione ormai in pensione”. “Si tratta di elucubrazioni farneticanti – aggiunge il vice capo della Polizia – che comunque l’amministrazione ha fatto bene a girare ai magistrati perchè vadano in fondo alla vicenda”.

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