Appalti al Viminale, il vice capo Izzo si dimette definitivamente

Appalti al Viminale, il vice capo Izzo si dimette definitivamente

Nicola Izzo (foto), vice capo vicario della Polizia di Stato, lascia definitivamente l’incarico al vertice del Dipartimento della Pubblica sicurezza. Dopo giorni di incertezze le dimissioni definitive sono arrivate sulla scrivania del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Il nome di Izzo è finito in un dossier anonimo su presunte irregolarità in appalti del ministero dell’Interno. Un documento, probabilmente elaborato da uno o più “Corvi”, che ora è al centro di una indagine avviata dalla procura di Roma. Lunedì scorso, proprio mentre a Roma si erano aperti i lavori dell’assemblea generale di Interpol (con cento ministri provenienti da tutto il mondo) il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri si è vista esplodere il “caso” tra le mani. Quelle dimissioni annunciate in una lettera di qualche giorno prima dal braccio destro del capo della polizia Antonio Manganelli sono state respinte dal ministro. «Non si processa un uomo con le accuse contenute in un dossier anonimo», aveva spiegato così la sua decisione Cancellieri subordinando tuttavia, in modo più o meno implicito, ogni decisione all’esito delle inchieste della magistratura e dell’indagine interna voluta dallo stesso ministro. E Izzo aveva incassato anche la fiducia del suo capo. Sulla decisione di Izzo presa oggi, di rendere definitive le dimissioni potrebbe aver pesato anche un’inchiesta della procura di Napoli che lo vede indagato dal 2010 per una presunta turbativa d’asta. Sta di fatto che sullo sfondo di questa vicenda si è venuta a creare un’atmosfera sempre più pesante attorno al vertice della polizia dopo i veleni del Corvo, o dei Corvi. Non poco è l’imbarazzo del Viminale che si è visto esplodere un “caso” che forse – sostengono alcuni – era stato sottovalutato. Izzo, 63 anni, nato a Salerno, è diventato vice capo della polizia nel 2008, subentrando a Luigi De Sena. Nella sua carriera in polizia è stato Direttore centrale per i servizi tecnico logistici e la gestione patrimoniale della Ps e prim’ancora questore in diverse città tra cui Napoli dove nel giugno del 2000 subentro proprio all’attuale Capo della polizia Manganelli. Nel capoluogo partenopeo, Izzo gestì – tra l’altro- la difficile crisi “istituzionale” che vide sei poliziotti e funzionari della questura partenopea indagati e arrestati dalla procura per gli incidenti avvenuti durante il global forum di Napoli del 17 marzo 2011. Ora si apre una fase molto incerta per gli equilibri al vertice del Dipartimento di pubblica sicurezza. Il ministro dell’Interno ha «preso atto della volontà manifestata dal prefetto Izzo e, nel rinnovare l’apprezzamento per la sensibilità e il senso di responsabilità del gesto» e ha fatto sapere che «valuterà in tempi rapidi le decisioni da assumere».

m.amelia

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